Il settore Gomma-plastica di nuovo positivo. Ma in agguato c’è il petrolio

L'Assemblea del Gruppo Merceologico “Gomma e Materie Plastiche” Univa snocciola buoni numeri. ma esprime una preoccupazione per i prezzi dell'oro nero

Continua il cammino dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese verso l’Assemblea Generale. Un percorso che nelle prossime due settimane vedrà riunirsi tutti e quattordici i gruppi merceologici che compongono l’associazione di categoria. Uno dopo l’altro. Il via era stato dato venerdì scorso dalle imprese chimiche, farmaceutiche e conciarie, questo pomeriggio, 16 aprile 2007, nella sede di Gallarate, è stata la volta del Gruppo merceologico legato alla Gomma e alle Materie Plastiche. Un settore all’interno del quale l’Unione Industriali conta 127 imprese associate (l’8,9% del totale) per quasi 6.400 lavoratori (il 9,1% di quelli impiegati dall’intersa base associativa). Questo il peso di un comparto che, a livello provinciale, nel 2006 ha visto crescere le esportazioni. Gli oltre 699 milioni di euro toccati a fine del 2006 rappresentano un balzo in avanti del 3,7% rispetto ai livelli dello stesso periodo del 2005. Altra buona notizia arriva dall’andamento della bilancia commerciale che rimane positiva. Varese esporta più di quanto importi. E lo fa sempre di più. Il valore delle merci in entrata da oltre confine, infatti, si è fermato l’anno scorso a quota 181,7 milioni di euro, con un calo del 13,5% rispetto al 2005.

Fin qui il commercio con l’estero. Ma l’andamento è positivo anche sul fronte occupazionale. A fare da termometro della situazione sul territorio del Varesotto, in questo caso, è il dato riguardante il numero di ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. Un dato in calo. Le ore autorizzate tra il primo di gennaio e il 31 marzo di quest’anno sono state 39.343, l’84,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2006.

Numeri positivi di un settore, quello della Gomma e delle Materie Plastiche, che però non può cullarsi sugli allori. Su questo, Angelo Bonsignori, direttore generale della Federazione Gomma Plastica, l’organizzazione del settore che aderisce a Confindustria, raggruppando a livello nazionale circa 800 imprese per un totale di 60mila addetti, ha voluto essere chiaro: “Il vero problema delle nostre imprese è quello relativo alle frequenti tensioni che coinvolgono il prezzo del petrolio”. Questo il messaggio che ha voluto lanciare agli associati dell’Unione Industriali nel suo intervento durante l’assemblea. “A rischio – ha spiegato l’ospite – non è certo la produttività, questa è messa al sicuro dalla costante esigenza che il mercato ha dei nostri prodotti”. Semmai i problemi riguardano “la redditività, è questo il fattore messo a repentaglio dalle continue tensioni internazionali”. Una situazione nella quale, anche un singolo evento legato al terrorismo internazionale “entra nelle nostre imprese direttamente e con costi aggiuntivi che vanno a incidere negativamente sulla redditività”. Mettersi al riparo, però, non è impossibile: “Nuovi strumenti finanziari ci sono, occorre ora che gli imprenditori imparino ad usarli, compresi quelli titolari di una piccola e media impresa. Anche loro possono mettersi almeno in parte al riparo dalle oscillazioni”.

La situazione, comunque, secondo Bonsignori è positiva. Il messaggio ottimista. “La plastica è un prodotto legato alla modernità, c’è e ci sarà sempre e in questo settore l’Italia è seconda in Europa solo alla Germania”. Una posizione mantenuta in questi ultimi tre anni che Bonsignori ha definito di “congiuntura sfavorevole” . Difficoltà comunque affrontate dal settore “senza ricorrere alla delocalizzazione e mantenendo inalterati i livelli occupazionali”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2007
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