Il sorriso di Michela aiuterà i bimbi dell’Argentina

Dopo la tragedia nel novembre scorso, una raccolta fondi permetterà di costruire un edificio a Clodomira, 1.000 chilometri distante da Buenos Aires. I famigliari: “L’affetto dimostrato dalla gente rappresenta una grande consolazione”

«Abitiamo vicino alla chiesa, e ogni volta che sentiva le campane, Michela diceva: se muoio niente fiori, raccogliete fondi per la missione di don Angelo». E così è stato. A raccontare è Patrizia Badalin, sorella di Michela (foto), tragicamente scomparsa in un’escursione in montagna, una delle sue tante passioni, lo scorso 5 novembre. Michela, una donna molto attiva nel sociale era anche amica di don Angelo Introzzi, sacerdote di Cittiglio che una quindicina d’anni fa partì per una missione in Argentina. Da qui l’idea di fare qualcosa per aiutare don Angelo e il suo progetto. «In tanti hanno voluto seguire il consiglio di Michela – racconta la sorella -  e così in un lasso di tempo relativamente breve siamo stati in grado di raccogliere una cifra considerevole, circa 15 mila euro che verranno destinati alla realizzazione di una struttura in muratura a Clodomira, a circa 1.000 chilometri da Buenos Aires. Sarà un edificio dove decine di ragazze madri, bambini, persone che necessitano di assistenza medica troveranno riparo e si sentiranno meno sole. Dopo aver raccolto i soldi Carlo, marito di Michela, è andato di persona a verificare il da farsi ed è da poco tornato col progetto, che verrà presentato a chi ha creduto in questo percorso».
L’iniziativa verrà presentata questa sera, 11 aprile, al salone dell’oratorio di Cittiglio alle 21, quando verranno pubblicate anche una serie di diapositive dell’Argentina.
La raccolta di fondi continua ed è stato possibile dare seguito a questo progetto di cooperazione grazie alla fondazione “Il sorriso di Michela” che si è recentemente costituita. Per sensibilizzare i cittadini della Valcuvia e non solo è stata inoltre organizzata per il prossimo 18 maggio una gara podistica per le vie del paese, a cui potranno partecipare sportivi e simpatizzanti.
«Queste iniziative rappresentano una grande consolazione per noi della famiglia – conclude Patrizia. Ci dà la forza di andare avanti pensando che la tragedia capitata a Michela costituisce comunque un’occasione per aiutare chi ha bisogno. E chissà mai che qualche volenteroso amico o conoscente non si organizzi per passare delle “vacanze alternative” in Argentina per donare anche lavoro e competenze da destinare alla realizzazione di questo progetto».

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Il sorriso di Michela arriverà fino ai bimbi dell’Argentina 4 di 5
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2007
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