In manette i frontalieri della rapina

Tre colpi nel Mendrisiotto dall'inizio dell'anno per due bustocchi, l'ultimo in una banca, usando un'auto di cui era stata falsamente denunciato il furto dal proprietario, anch'egli arrestato

Tre arresti da parte degli agenti del Commissariato di Polizia di Busto Arsizio per altrettante rapine compiute nel Mendrisiotto dall’inizio dell’anno: questo il bilancio di una rapida operazione compiuta in collaborazione con le autorità elvetiche, e i cui dettagli sono stati esposti oggi presso la Procura bustese.

Tre i colpi accertati come messi a segno dalla banda: in gennaio ai danni di un ufficio di cambio attiguo a una stazione di servizio a Genestrerio, in marzo ai danni di analoga struttura a Stabio, l’11 aprile scorso l’ultimo colpo ai danni della banca Raiffeisen di Ligornetto. Ad agire, due banditi entrambi residenti a Busto, di cui non sono stati resi pubblici i nominativi; la terza persona fermata, N. M., attualmente in carcere a Varese, aveva messo a disposizione dei due la sua Volvo, denunciandone falsamente il furto, oltre ad avere in casa alcuni timbri contraffatti del Comune di Busto Arsizio.

La polizia elvetica aveva identificato i due responsabili diretti dei colpi, che agivano a volto scoperto, e la magistratura ticinese ha "girato" i documenti del caso alla Procura di Busto Arsizio. Fra l’altro i ticinesi avevano rilevato l’impronta digitale di uno dei due da una bottiglietta d’acqua gettata in occasione di uno dei colpi. "Tradotti" i reati nel codice penale italiano il pm Valentina Margio (foto), titolare dell’inchiesta, ha provveduto a chiarire il quadro in stretta collaborazione con il reparto investigativo del Commissariato bustese di polizia. Ritrovata a Busto la Volvo usata per l’ultimo colpo, si è accertato che non poteva essere stata rubata, dal momento che aveva l’allarme inserito e non presentava segni di effrazione; il proprietario si giustificava inventando lì per lì una storia inverosimile di chiavi copiate, subito smontata con poche domande ai tecnici della casa automobilistica. Si perquisiva quindi la casa di N. M. a Morazzone, trovandovi il secondo mazzo di chiavi della Volvo e i timbri di cui sopra che l’hanno portato dritto al carcere di Varese.

Polizia e Procura bustese (nella foto il vicequestore Francesco Scalise e il Procuratore Francesco Dettori) hanno poi provveduto a smontare gli alibi dei due rapinatori: uno sosteneva di essere stato a Reggio Calabria nel giorno dell’ultimo colpo, ma le discrepanze con la versione dell’altro e uno scontrino datato 10 aprile di un rifornimento di benzina erogato in Svizzera, accoppiati con le impronte digitali trovate nell’auto, toglievano ogni residuo dubbio. Infine, intercettazioni telefoniche disposte sull’utenza di uno dei due banditi determinavano l’intervento urgente della polizia: i due stavano già preparandosi a prendere il volo per l’estero da Malpensa. Una volta fermati i due (fermo convalidato oggi in arresto dal gip Banci), condotti al carcere di via per Cassano, se ne sono perquisite le abitazioni, ritrovando buona parte del bottino (sui 300.000 euro totali in valuta, fra cui franchi svizzeri e dollari statunitensi), travisamenti non utilizzati nei colpi, e la fotocopia del documento d’identità del cugino di uno dei due banditi, usato da quest’ultimo per presentarsi alla banca rapinata a Genestrerio sotto la falsa veste di un cliente intenzionato ad aprire un conto.

Soddisfatto il procuratore Dettori, che ha sottolineato la validità e rapidità del lavoro della pm Margio e degli uomini della Polizia in quelal che si è rivelata un’operazione rapida e tempestiva, una collaborazione esemplare fra Polizia e magistratura svizzera ed italiana. Questo il commento di Stefano Malinverno, resposansabile della sezione rapine della polizia cantonale ticinese: «Una fattiva collaborazione che in poco tempo ci ha permesso di arrestare uomini che stavano imperversando nel Mendrisiotto, territorio già segnato da fenomeni criminali che preoccupano la popolazione». Così invece Francesco Scalise, dirigente del Commissariato bustese: «In poco tempo abbiamo tolto di mezzo dei pericolosi criminali che pensavano di farla franca: un risultato di cui andare fieri».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 aprile 2007
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