“La nostra non è una città satellite”

Sandro Damiani candidato sindaco della Cdl presenta i punti principali del suo programma

«Sono residente a Malnate da quando sono nato». Il prossimo 5 luglio Sandro Damiani compirà 50 anni. Avvocato, già giudice conciliatore e sostituto procuratore onorario della Repubblica, sposato con un figlio, è il candidato della  lista "Damiani sindaco",  sostenuta da An, Lega Nord, Udc nonché dal club cittadino di Forza Italia. La sua candidatura non è sostenuta dalla segreteria provinciale di Forza Italia che gli ha preferito Elia Azzalin. «Nonostante le pressioni – dice Damiani – questa volta la coalizione ha tenuto. E visto che si era promesso che a Malnate si sarebbe fatta la Casa delle libertà, noi abbiamo mantenuto la promessa. La segreteria provinciale di Forza Italia ha fatto un errore non tenendo conto della voce dei malnatesi. L’identità per noi è molto importante e Malnate deve riuscire a riaffermare la sua, perché non è una città dormitorio e non è una città satellite del capoluogo».

Sicurezza del cittadino e sicurezza del territorio sono i punti fondamentali del suo programma: «Sono gli aspetti da cui non si può prescindere. La gente si deve sentire sicura su un territorio sicuro. Quindi la nostra volontà è ridurre la cementificazione della città e avere una politica che rispetti il verde pubblico. Bisogna dare ai cittadini veri punti di ritrovo. Il contrario di quanto è stato fatto con "Malnate 2000". Oggi la città non ha una carta di presentazione, e quelle che ha le tiene male, basti vedere i giardini del municipio».

L’acqua e la rete idrica sono un altro punto dolente della città. Secondo Damiani bisogna mettere mano a un progetto di lungo periodo: «Oggi dai rubinetti esce acqua sporca e dal sapore poco gradevole. Mi chiedo perché l’amministrazione di centrosinistra non abbia provveduto in dieci anni a sistemarlo. E le giustificazioni che ha portato durante l’assemblea pubblica non convincono. Comunque, ci sono da fare più interventi: innanzitutto, limitare le perdite dell’acquedotto che oggi sono del 40 per cento. Occorre inoltre razionalizzare l’uso dei pozzi per evitare che le sofferenze pesino sempre su alcune zone della città. Ci sono alcuni  pozzi alla Folla utilizzati dall’acquedotto di Varese, perché non utilizzarli anche noi. Infine, diversificare l’acqua destinata ad uso potabile e quella destinata ad uso industriale».

Viabilità e inquinamento sono altri due aspetti trattati nel programma del candidato della Cdl: «Malnate è tagliata in due da una strada statale che viene attraversata da camion e traffico pesante. Bisogna pensare di portare fuori dal centro questo traffico. So che non è una cosa che si puo’ fare nel breve periodo, ma occorre iniziare a pensarci. Nel frattempo questo traffico va monitorato e tenuto sotto controllo anche con centraline che misurino il livello di smog».

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Sandro Damiani e le liste che  sostengono la sua candidatura incontreranno i cittadini giovedì sera alle 20 e 30 nella sala consiliare di via A. De Mohr

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2007
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