Le reazioni dei lettori

Illustre direttore ho letto il suo articolo
in merito a "far pagare le cure ai motociclisti in colpa "

anche se sono un motociclista potrei anche essere d’accordo con lei
ma c’è un ma

al cretino che e uscito da uno stop ed una settimana fa ha ucciso un nostro
amico che guidava tranquillo un transalp cosa gli facciamo ?

all’altro deficente che ha aperto la portiera mentre arrivavo senza guardare
lo specchietto, e che mi ha costretto ad una manovra anche pericolosa e che ad
una mia rimostranza voleva avere anche ragione ? cosa gli facciamo all’altro cerebroleso che mi viaggia di notte a fari spenti ed io dovevo uscire da un incrocio e solo dio sa perche sono partito qualche secondo dopo e che dopo averlo seguito e detto solamente di accendere i fari ( senza inveire visto che aveva circa 80 anni )
e lui mi ha verbalmente mandato a cagare ( scusi la parola )
cosa gli facciamo ?

ecco brevemente le ho riassunto cosa si trova per strada

spero che questo la faccia un po riflettere prima di scrivere certi articoli

le porgo i miei saluti

Ruggero Golin



Volevo solo esprimere il mio giudizio semplicemente concordando con la lettera scritta da Guido "Piloti, che gente…" .

Sono un motociclista da molti anni possiedo una moto da strada con molti cavalli e vi confesso che la paura piu grande di usare la moto la domenica pomeriggio in una bella giornata soleggiata sono tutti i pilotoni che ci sono in giro.

Fino a qualche anno fa’ l’incubo del motociclista era l’automobilista, ora per mè è anche il "PILOTONE" che ti viene in contromano perche non sa neanche lui cosa sta facendo 0 che ti supera dove neanche puoi immaginare, solo per esibizionismo puro e semplice.

Solo su una cosa non concordo sul fatto che la polizia non possa controllare questo fenomeno, Come dicevi i percorsi preferiti si conoscono, in oltre non è nascondendo gli autovelox che si fa prevenzione.

Luca
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Fa male, anzi fa molto male, leggere le cronache di incidenti motociclistici gravi e mortali sulle strade della nostra provincia ma è anche molto opprimente leggere di qualcuno che si auto-attribuisce il ruolo di giudice.

Io sono una donna, automobilista, motociclista e ciclista; mi muovo tutti i giorni sulle nostre strade, per lavoro o per diletto, ho una moto (500 cc) che uso ogni volta che posso, inverno ed estate, ed ho anche una bicicletta da corsa con cui il sabato o la domenica faccio un po’ di chilometri sulle strade della provincia…

Non voglio difendere a spada tratta ciclisti e motociclisti, perché alcuni hanno comportamenti educati e responsabili, altri invece si muovono da incoscienti, ma voglio soltanto richiamare l’attenzione anche sui comportamenti di alcuni automobilisti, non tutti ovviamente…

Avete mai visto macchine che girano con entrambi gli specchietti laterali chiusi? Per non parlare poi di quelli con il cellulare all’orecchio, quelli che si chinano per raccogliere il ciuccio o il gioco del bambino mentre sono in movimento… e poi quelli che si fermano con le 4 frecce appena dopo una curva, per parlare con un amico che hanno visto a piedi sul ciglio della strada, quelli che per “fare più in fretta” fanno cambi di corsia continui, quelli che fanno apposta a non far passare le due route se loro sono fermi in coda… si perché mi è capitato anche che qualcuno volontariamente mi abbia tagliato la strada, salvo poi guardarsi compiaciuto nello specchietto, vedendomi ferma in moto dietro di lui, dopo avermi fatto rischiare una caduta!

 

Tempo fa avevo soltanto un “cinquantino” ma ho fatto un incidente perché un vero genio automobilista ha deciso che siccome c’era la coda, lui era autorizzato ad invadere la corsia opposta, fare 100m contromano e girare a sinistra… il tutto senza guardare e senza mettere la freccia, peccato che io stavo proprio sorpassandolo in quel momento (andate in via Renè Vanetti la mattina e ne vedrete diversi fare questa manovra).

 

Mi permetto poi un piccolo richiamo a chi sostiene che non siano da eliminare certe trappole sulle strade: non pensate ai pazzi che vanno a 200 all’ora in moto, pensate ad un bambino in bicicletta o ad un ragazzino in motorino, a cui un cane taglia la strada e che cade, finendo accidentalmente su un guardrail tagliagole…

 

Una ultima nota la dedico a via Piave: perché Via Piave ha due corsie, se poi una viene utilizzata in gran parte da macchine ferme con le 4 frecce accese che costringono chiunque ad allargarsi e inevitabilmente a tagliare la strada a qualunque altro mezzo che arriva da dietro sulla corsia di sinistra?

 

Mi fermo qui, anche se gli episodi di inciviltà che potrei raccontare sono molti: il senso del rispetto non abita sulle nostre strade…

 

Un saluto a tutti

Elisabetta

 
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Caro Direttore,

anch’io sono stanco e amareggiato dalle continue notizie di morte dovuti ad incidenti stradali. Auto e moto che siano.
Leggo anche le tante opinioni dei tuoi lettori, che "incolpano", a turno, chi le strade, chi i mezzi troppo veloci, chi le SUV perché troppo alte, chi le mancanze di controlli, ecc. Ognuno, per il suo verso, ha ragione.
Sicuramente quello che a noi Italiani manca, é una buona educazione stradale preventiva e duratura.
Cioè che si protragga nel tempo. E non solo nelle poche ore per l’acquisizione della tanto sospirata licenza…
Partire già da piccoli, a scuola, per tanti anni, sarebbe sicuramente, se non la cosa migliore, una cosa molto utile.

Ciò che a me sembra che tra le tante voci manchi, é quella relativa all’esasperazione.
L’esasperazione di essere automobilisti oggi: traffico, ingorghi, limiti ridicoli e tant’altro ancora.
Andare a 60 Km/H con le auto di oggi non sarebbe poi così pericoloso visto la sicurezza attiva che queste hanno raggiunto.
E se si potesse andare a 60 Km/h senza fermarsi ogni 2 minuti, spostandosi dal punto "A" al punto "B" in un tempo decente,
molto probabilmente la gente a 60 ci andrebbe.
E non giocherebbe coi limiti, se questi fossero più adeguati alle esigenze dell’automobilista.
Ovvero: il limite é 50! …fino a + 40 c’è solo una multina, lo scarto del velox é il 5%, ecc. ecc., perciò…
se vado a ben 94.5 di contachilometri dove posso, ma ho 3 rotonde da 2, 6 e 13 minuti di colonna, dal punto "A" al punto "B" ci vado comunque in un tempo decente !!!
E guardi che questi, sono calcoli che fanno in tanti.
Non sarebbe meglio che il rispetto dei limiti sia più restrittivo e penalizzante per chi non li osserva, ma questi fossero imposti con maggior logica?!
Che senso ha, ad esempio, poter andare a 90 in Valganna, e solo ad 80 in tangenziale?
Non é forse più pericolosa la Varese-Ganna con alberi, fossi e curve della ns. cara tangenziale con tanto di New-Jersey?

Per non parlare poi di limiti di 20 e 30 Km/h sparsi qua e la, anche fuori dai centri abitati, senza che ci siano motivazioni logiche comprensibili.
Se non quella di qualcuno che pensa "Ok, così ogni tanto gli mettiamo li un bel e tecnologico radar e facciamo un po’ di cassa!"
E per non parlare delle ore, dico ore, perse incolonnati qua e la – cosa che aumenta, e di molto, l’inquinamento, ma nessuno lo dice… –
Per completare la tangenziale, così come altro, dovevamo proprio aspettare i mondiali di ciclismo?!?

Essere automobilista oggi, si, é stressante.
E nessuno, ad oggi, sembra tenere in considerazione questo come elemento in grado di generare pericolo.

Vorrei essere, e molti come me, un automobilista ancor più disciplinato.
Ma vorrei poter essere una persona che usa l’auto per spostarsi. Non per stressarsi….

Stefano
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Buongiorno a tutti.

Non sono solita ad intervenire sul Vostro quotidiano circa le discussioni legate alle notizie in esso riportate, ma questa volta proprio non posso trattenermi dal farlo.

Sono una motociclista da circa 16 anni, mi sono fatta tutta la trafila dal cinquantino alla mia adorabile honda 600 che tutt’ora posseggo.

Quando ho letto l’articolo relativo al povero centauro deceduto nell’incidente avvenuto ieri in Via Piave ed avendo appresa la dinamica dell’incidente il mio primo pensiero è stato “MA A QUALE VELOCITA’ E’ STATA IMBOCCATA VIA PIAVE PER CAUSARE UN TRAUMA SIMILE???” soprattutto avendo ben presente che Via Piave sia una nota strada all’interno del centro abitato il più delle volte intasata dal traffico ed altresì pericolosa per via della presenza delle cosiddette “borchie” a delimitazione della corsia riservata ai bus.

Concordo pienamente con il pensiero del Signore anonimo che ha riportato la propria opinione nella mail “per correre si va a Monza”.

Uso parecchio la moto sia per lavoro che per diletto, ma devo denunciare la grave inciviltà ed incoscienza dei miei “colleghi” i quali, anche e soprattutto su strade all’interno del centro abitato, si comportano e guidano il proprio mezzo come se girassero da soli incuranti delle auto, degli ostacoli fissi e di chi, come me, alla fine alla propria pellaccia tiene più che alle prestazioni della propria moto e gira un po’ da “pensionata”.

Auguro vivamente, a coloro i quali confondono la S.P. 3 che collega Cantello a Gaggiolo con il rettilineo del Mugello, a chi percorre strade statali e provinciali su una sola ruota (magari quella davanti chè su quella dietro è troppo facile…), ai soggetti che la domenica sui passi alpini svizzeri ti si piazzano attaccati alla marmitta fino a quando non ti levi dalla loro pista (eccheccavolo sto andando “solo” a 70 km/h… non posso mica intralciare il pirla di turno che deve battere il record dell’ora su di una stradina larga si e no 3 metri…), di avere la sfortuna (o la fortuna, dipende) di visionare le fotografie che ho dovuto analizzare per motivi di lavoro, relative alla salma di un mio coetaneo deceduto l’anno scorso in una “stupida” caduta dalla moto… oppure di vedere anche solo per una volta le conseguenze di un incidente occorso a mio fratello che lo hanno reso invalido civile…

La moto è libertà, è il vento caldo sulla faccia, è godersi la natura, è passione e soprattutto è godersi la vita, propria e degli altri.

Un saluto a tutti i motociclisti civili, intelligenti, non sprovveduti e soprattutto rispettosi.


Chiara

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Cara redazione,
aggiungo il mio contributo alla discussione sugli incidenti di questi giorni
Parlo da motociclista convinto..
le strade sono pericolose a causa dei vari guard-rail decapitanti, dei cartelli con i loro bei pali in ferro, delle borchie inutili per terra e della nafta e terriccio sempre presenti sull’asfalto..
Sono molto pericolose anche perchè alcuni guidatori non ci vedono, non mettono la freccia quando devono girare, non danno la precedenza in quanto credono che moto e bici sottostiano a leggi fisiche tali da far compiere acrobazie e tanto altro..
Ma purtroppo vedo anche moltissimi motociclisti che su tali strade raggiungono velocità da autostrade tedesche, che sfrecciano con il casco SLACCIATO, che su moto da 120 cv e oltre girano in maglietta a maniche corte, che non hanno una minima idea di cosa siano i guanti e a cosa serva un giubbino con delle protezioni..
Pur appartenendo alla categoria certi vittimismi o accuse "agli altri" mi fanno alquanto inalberare..la cultura della sicurezza deve essere di tutti!!
Saluti
Ivan

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Il comune di Varese ha da qualche hanno posizionato parecchi rilevatori sui semafori, facendo a mio avviso un ottimo servizio alla sicurezza.
Mi chiedo se ora non sia il caso di cominciare a posizionare qualche rilevatore di velocità nelle vie del centro, ad esempio in via Piave ci starebbe bene, e con i soldi incassati da questi sistemi cominciare a rimodernare seriamente le strade, rimettendo a livello i tombini, eliminando borchie gia per lo piu divelte, tappando le buche e cominciando a creare nuovi sensi unici dove servono, ad esempio in via Bezzecca , dove se nessuno interviene prima o poi qualcuno si farà male.

Paolo Senaldi

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Piloti, che gente…

Cara Direzione, quasi ogni lunedì di primavera/estate siamo a leggere dei motociclisti che si "stampano" lungo le nostre strade.

E’ evitabile? No.

No perchè la maggior parte dei motociclisti sono giovani e/o comunque dotati di "coraggio" (incoscienza?) e di estrema fiducia nelle proprie capacità (?), di voglia continua di provare la scarica di adrenalina che deriva da un’accelerazione brutale, fosse pure in via Piave a Varese.

No perchè le moto sono potentissimi mezzi alla fine alla portata di tutti (con il prezzo di un’utilitaria si possono comprare moto che vanno alla velocità di una Lamborghini Murcielago), e questo indipendentemente dalle capacità di conduzione.

No perchè manca la cultura della strada intesa come strumento per congiungere in sicurezza luoghi distanti, e invece viene considerata una pista da chi la percorre in quel momento.

No perchè le forze dell’ordine non possono o non riescono a controllare tutte le strade, anche se i "percorsi prediletti" dei motocilcisti della domenica i centauri li conoscono: i nvito chi legge queste righe a passare qualche ora della domenica sui prati della Valganna, ad osservare gli "emuli" di Valentino Rossi che, nella maggior parte dei casi, del loro idolo hanno solo un piccolo adesivo 46 appiccicato sul casco. Delle sue qualità di guida, ovviamente, non hanno nulla.

Li vedo arrivare guardando lo specchietto della mia vettura, fari accesi e sempre in sorpasso, sulle loro anguste moto dove sono spesso in due, con la ragazza seduta (???) dietro, sulla punta del sellino, abbracciata disperatamente al suo cavaliere per non volare via, la testa girata su un lato, a subìre accelerazioni e decelerazioni, pieghe e contropieghe nei sorpassi della fila di auto indipendentemente da strisce continue e curve.

E si vedono davvero cose raccapriccianti: anche chi non è un centauro capisce che non è il pilota a condurre la moto, ma viceversa. Sanno, questi "pirloti", reagire ad una sbandata, alla ghiaia in strada dopo una curva, ad un trattore che esce dal bosco, alle mille fatalità della strada? Nella maggior parte dei casi credo di no.

E chi viene estratto dalla ruota della statistica il lunedì troneggia sulle videate di Varesenews…

Guido – Varese

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Egregio direttore,   

vorrei esprimere la mia opinione in merito alla pericolosità delle nostre strade. Percorro da anni le strade in varia maniera come podista, automobilista, ciclista e motociclista quindi non me la sento di incriminare una categoria piuttosto che l’ altra. La buona educazione ed il rispetto degli altri credo siano una cosa essenziale, ma non basta. Purtroppo il livello di traffico ed intasamento delle nostre strade rende potenzialmente pericolosa ogni attività. Ciclisti e motociclisti devono già stare attenti a buche, tombini, dislivelli e molte altre insidie.  

Sono proprio indispensabili anche le borchie in mezzo alla strada ? Comunque anch’ io con la mia bici sono caduto in Via Piave.   

Saluti,  

Massimo

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Egregio Direttore,  

Quando accade un incidente della circolazione come quello avvenuto in Via Piave il primo pensiero va ai parenti della vittima per esprimere il nostro cordoglio. Strugge il cuore vedere un giovane di 32 anni prendere congedo da tutti noi in questo modo, strugge perché per molti motivi anche questa morte poteva essere evitata; le cause che l’hanno causata sono molte, tutte valide e purtroppo tutte fatali una volta accomunate: il motociclista è stato imprudente, non aveva ben saldo il casco, andava forse veloce, non sta a noi stabilirlo ma alla Polizia Locale che è intervenuta per i rilievi, sta però a noi chiedere che Via Piave venga liberata da inutili piattine di ferro che piattine non sono, non servono a delimitare la corsia preferenziale, non servono a nulla e molte sono state "falciate" dagli sgombraneve; L’incidente di ieri ha manifestato per l’ennesima volta la loro pericolosità ed io mi unisco al coro di coloro che chiedono che vengano rimosse perché nessuno ci debba più scivolare.  

Giorgio 

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Egregio direttore,

volevo parlare a nome di tutti i motociclisti della citta di Varese.

Io sono un diciasettenne e non avendo fatto ancora la patente per guidare il centoventicinque e giro ancora con il mio cinquantino.

Come tutti sanno non posso arrivare a velocità elevate con una moto del genere, ma posso assicurare che quelle borchie che ci sono in via Piave e da altre parti di Varese sono veramente pericolose.

Anche solo dopo una giornata di pioggia se vai per sbaglio con la moto sopra quelle borchie rischi di cadere.

Altri ostacoli che ci sono molto pericolosi sono quei paletti gialli e neri, rischiosissimi, poi li mettono tutti in stradine piccolissime…comunque non capisco perchè tutti debbano criticare i motociclisti, prendendo di tutta un’erba un fascio, voglio vederli ad andare in giro in moto solo per un giorno, c’è gente che ti sorpassa a destra, a sinistra cambiano corsie mentre stai cercando di sorpassare senza neanche mettere le frecce, molti inchiodano di colpo senza neanche motivo.

Il primo incidente che ho fatto ero li all’incrocio di via Piave dove ci sono i semafori, prima di entrare nella via, stavo passando tranquillamente e una macchina mi ha inchiodato davanti, risultato ho distrutto un paraurti con il mio ginocchio.

A volte mi sale la paura e mi passa la voglia di andare in giro in moto…con questo saluto la redazione  

Cordiali saluti Mattias

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Per correre si va a Monza 

Egregio direttore

so benissimo che il mio intervento creerà polemica e mi porrà nella schiera dei cinici, ma quando leggo certe cose non riesco a tacere e credo sia ora di essere meno ipocriti e più realisti. 

L’incidente di Via Piave/Magenta è tutto da chiarire soprattutto per ciò che riguarda la responsabilità di borchie e affini con i traumi subiti dalla giovane vittima. Tralasciamo però la cronaca e, illuminati dalle discipline della scienza e della fisica, limitiamoci ad analizzare i fatti. 

Vi sembra lecito pensare che in via Magenta in ore di pieno traffico un impatto a modesta velocità possa causare traumi, sganciare un casco e scagliare la moto a oltre trenta metri? A bassa o moderata velocità lo scambio energetico in gioco è ridotto e come tale anche le conseguenze.

Stessa considerazione per gli "n" incidenti motociclistici degli ultimi giorni. In taluni casi le colpe non sono solo dei centauri anche se, come si diceva poco fa, l’elevata velocità aumenta le energie in gioco e, quindi, anche le dirette conseguenze. 

Faccio il soccorritore e troppo spesso vedo motociclisti sdraiati a terra, nella maggior parte dei casi poi arriva l’amico e il ben informato di turno che descrive il malcapitato come uno prudente, che andava piano che non

faceva azzardi. Poi si scopre che in una via del centro vengono abbondantemente superati i cento chilometri orari, oppure che sui primi rettilinei per entrare in A8 si circola e si "piega" a duecento. 

Ma qualcuno ha mai osservato un’auto dopo un impatto a 80 chilometri orari? Quanto si deformano le lamiere? Parecchio e spesso intervengono i vigili del fuoco a tagliare e piegare. Bene, un motociclista a 80 chilometri orari impatta con il suo corpo anziché con le suddette lamiere. E’ così difficile immaginare la pericolosità di certi gesti? 

Attenzione perché poi il popolo dei centauri dirà sempre che andava piano e che, se anche una volta è scappata la mano sul gas, ci sono ostacoli pericolosi. Ma in città si va piano! In città sarebbe ipocrita eliminare ostacoli perché sono pericolosi per le moto… se le moto non fanno i cento all’ora in via Piave le borchie di metallo non sono pericolose e i caschi non si sfilano. Se le curve in A8 si fanno a 200 chilometri orari e oltre… i pali diventano un pericolo…ma signori non siamo in pista! Le vie di fuga sono generalmente calcolate in base al potenziale pericolo in oggetto: per correre si va a Monza.  

Lettera firmata

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Trappole mortali 

Egregio direttore

diciamolo, la città è piena di trappole mortali per ciclisti e motociclisti.

Le strade sono piene di pali, paletti, blocchi di pietra tali da formare un percorso ad ostacoli.

In molti casi le cadute sono causate da tali ostacoli (come le inutili borchie di via Piave, presenti anche altrove), in altre occasioni cadute innocue si trasformano in tragedie (poco tempo fa, alla fine di una partita di campionato della Whirlpool, un giovane su KTM in seguito ad un incidente ha sbattuto prima su una transenna (fissa e totalmente inutile), ed in seguito la testa contro da un palo pubblicitario (alla base di via Pirandello; non so quali danni abbia riportato)).

Questi ipocriti che parlano tanto di sicurezza, capaci solo di far multe appostati come predoni, la smettano di farci la predica.

Che cerchino di rendere più sicure le strade; negli ultimi anni hanno disseminato una quantità impressionante di ostacoli di ogni genere.

Pensiamo ai bordi di marciapiedi e rotonde (tanto di moda): è proprio necessario che ci siano spigoli di pietra anzichè bordi arrotondati? Non lo sanno che uno si ammazza a picchiarci la testa contro?

E borchie, dossi, bordi per piste ciclabili che non usano neanche i ciclisti. Fanno la differenza tra rimanere in piedi e cadere facendosi male.

Sull’autostrada A8, direzione Varese, all’esterno di una curva sono stati piazzati pali con cartelli ad indicare la curva: è questa la sicurezza? Meglio finire in un campo o contro un palo, in un campo o decapitati contro un guard-rail che protegge da una caduta di un metro?  

Davide

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Segnali e teste calde 

Egregio Direttore,

mi permetto di rispondere al Sig. Davide in merito alla sua lamentela sul fatto che Varese e provincia sia piena di "pericolosi ostacoli" per ciclisti e motociclisti…mi pare che forse il sig. Davide stia esagerando o appartenga a una delle due categorie da lui difese…secondo lui la strada dovrebbe essere più sicura liberandola da quelli che sono SEGNALI presenti in tutta Europa? Certo forse il resto degli Europei non è così irrispettoso delle regole come gli Italiani.

Lo sa il Sig. Davide che i ciclisti passano con il rosso quando ANCHE LORO dovrebbero rispettare i semafori? che non sono capaci di pedalare in fila indiana lasciando spazio alle macchine per circolare senza dover andare alla LORO velocità in attesa di poterli superare (se non c’è la striscia continua o la doppia striscia continua ad impedirlo…), ma che girano in branco come se la strada fosse casa loro, che i motociclisti zigzagano sulle strade in pieno centro per avere vie di fuga più veloci rischiando di essere coinvolti in incidenti? a me personalmente è capitato che un motoclista in una stradina di Masnago, dove su uno dei due lati ci sono muri e l’altro macchine parcheggiate, cercasse di sorpassarmi da entrambe le parti…e anche allo stop…E non è l’unica cosa che mi è successa. E poi mi chiedo, siamo sicuri che questi centauri rispettino i limiti di velocità cittadini? ho i miei dubbi vedendo come vanno in strade più ampie o in autostrada per esempio e soprattutto dai traumi o dalle morti che avvengono in città per incidenti…sono convinta che non tutti i motocilisti siano delle "teste calde" che pensano alla città come a un tracciato da Moto Gp, però diciamo che questa difesa a spada tratta mi sembra ridicola. Visto e considerato che le strade e come va in giro la gente lo vediamo tutti….

Buona giornata a tutti  

Laura

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2007
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