«Le zitelle, una “razza” da preservare»

Andrea Vitali ha presentato il suo ultimo libro in biblioteca conquistando tra ironia e simpatia le quasi 200 persone presenti

«Le zitelle sono una razza da preservare». Ironico e simpatico, sempre pungente nelle risposte, Andrea Vitali ha presentato il suo ultimo libro, Il segreto di Ortelia (ed. Garzanti), in biblioteca a Tradate, di fronte a quasi 200 persone, vere appassionate dello scrittore e medico comasco. Dai suoi primi successi, all’inizio del 2000, fino a quest’ultima pubblicazione, lo scrittore ha raccontato, tra battute divertenti e tanta verità, da dove nascono le idee e il suo stile di scrittura. «Da piccolo avevo due capisaldi nella lettura – ha spiegato -: il calendario di Frate Indovino e il catalogo dei Fratelli Ingegnoli. Il primo è una vera fonte di proverbi, modi di dire, anche nomi e situazioni che hanno fatto nascere in me la passione, e la nostalgia, per l’aria di lago. Il secondo con quelle immagini di verdura bellissima mi ha sempre dato un forte senso di benessere».

Il segreto di Ortelia presentato a Tradate non è una storia nuova, era già presente della raccolta di racconti L’aria di lago, uscita nel 2001. «Siccome non aveva avuto una grossa visibilità – ha proseguito Vitali -, in accordo con l’editore abbiamo deciso di sistemarlo, effettivamente aveav alcuni passaggi un po’ banali, e pubblicarlo nuovamente come piccolo romanzo. E penso proprio sia stato fatto un lavoro dignitoso».
«Il successo nei libri non mi ha cambiato, almeno credo – ha continuato lo scrittore -. Non ho la casa chissà dove, non ho la super barca, non ho l’amante. Casomai ha cambiato in alcuni casi l’atteggiamento degli altri nei miei confronti. Ma scrivere storie è quello che ho voluto sempre fare, mi piace che i miei libri siano letti ed è una grande soddisfazione. Ma se tutto questo dovesse finire, non penso che mi mancherà più di tanto».

Nei libri di Vitali, tra i suoi personaggi che lui stesso ha definito «che fanno parte di quella stranezza tipica di quelli del lago, con quella ritrosia innata», ci sono anche molte zitelle: «Ho vissuto da piccolo con tre zie, tutte zitelle. Sono cresciuto bene, mi hanno voluto un bene dell’anima. E conosco molto bene quel modo di pensare ed agire squisitamente femminile. Ho sviluppato un amore profondo per questa categoria, le zitelle, di cui non condivido il significato negativo espresso dai vocabolari. Secondo me, sono una razza, e perdonate il termina ma in buona fede, da preservare, che si sta perdendo e che ci mancherà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2007
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