Liceo Crespi, parlano i “ribelli”: «Sappiamo pensare con le nostre teste»

Riunione tempestosa quella di mercoledì scorso del Consiglio d'istituto del Liceo Crespi: i ragazzi che hanno organizzato l'assemblea autogestita denunciano mancanza di dialogo

Riceviamo e publichiamo un comunicato realizzato dagli organizzatori dell’assemblea studentesca autogestita del Liceo classico Crespi tenutasi lunedì scorso 26 marzo al teatro Manzoni, e  che ha visto la presenza del senatore Fernando Rossi.

Alle 19 di mercoledì 28 marzo si è riunito il Consiglio di Istituto straordinario, finalizzato ad affrontare le problematiche sorte intorno all’organizzazione e all’effettiva realizzazione dell‘assemblea autogestita (26 marzo 2007).

L’aspettativa degli studenti, che si sono presentati in cospicuo numero al consiglio, era quella di poter trovare un’occasione di dialogo con le altre componenti della scuola.

Il Consiglio di Istituto ha approvato, su proposta di alcuni insegnanti, una mozione di sostegno e solidarietà nei confronti della preside. Tale mozione è stata approvata senza alcuna reale discussione .

Noi non siamo d’accordo con questa mozione e abbiamo dunque deciso di diffondere questo comunicato per chiarire anche le nostre motivazioni. Innanzitutto sottolineiamo come non ci sia stato un reale dialogo fra il corpo docenti, che si è presentato al Consiglio con una mozione già redatta, e le altre componenti (studenti e genitori), vista la scarsa disponibilità ad ascoltare e ribattere punto per punto.

Uno dei temi del Consiglio sui quali si è deliberato è stato la modalità con cui gli studenti si sarebbero dovuti giustificare: ai maggiorenni è stato concesso di giustificarsi autonomamente, mentre per i minorenni è stata richiesta necessariamente la presenza dei genitori, o almeno la conferma per via telefonica. Quella della preside è stata una palese intimidazione nei confronti degli studenti perché non partecipassero all’incontro col senatore Rossi ; infatti, il sabato prima dell’assemblea la dirigente aveva preteso la presenza fisica dei genitori per giustificare gli alunni il martedì seguente e dunque prima di potersi appellare al ragionevole dubbio circa l’autenticità della firma. Il provvedimento acquisiva perciò una chiara valenza intimidatoria, non certo operativa.

Non è, quindi, questo il problema -come sostenuto in consiglio- e neppure la necessità di informare le famiglie, che avendo già firmato la giustificazione erano sicuramente informate!

All’assemblea hanno partecipato 187 studenti, dei quali abbiamo raccolto e siamo in grado di presentare le firme. La preside ha dichiarato in consiglio di non essere a conoscenza né di questo numero né di quanti studenti avessero effettivamente giustificato; inspiegabilmente però era certa che i genitori fossero per la maggior parte d’accordo con la sua linea. Posta di fronte ai dati, alla richiesta di spiegare gli errati numeri riferiti alla stampa, si è sentita, immotivatamente, minacciata ed ha abbandonato la seduta.

Un altro punto da chiarire è la legittimità dell’assemblea. L’appiglio al regolamento, tanto richiamato dal corpo docenti , è in realtà una scusa. Una circolare, firmata dalla prof. Giordano, facente le veci della preside, autorizzava il Comitato Studentesco a riunirsi durante l’intervallo, spazio degli studenti. Nonostante questo documento non sia stato fornito durante il consiglio d’istituto, per essere sottoposto a confronto, la firma c’è. La dirigente non può negarne la validità nè sostenere che gli studenti non potessero richiedere una riunione straordinaria .E’ stata regolarmente chiesta e concessa . Ma se anche l’assemblea potesse essere considerata illegittima, non si tratta di “eccesso di zelo”, come ripetutamente affermato dalla preside, bensì di prevaricazione, non giustificata dalla situazione:la partecipazione degli studenti ad un evento culturale, anche se svoltosi al mattino , non può essere motivo di tanto accanimento.

Nella mozione approvata dal collegio è stato inoltre sostenuto che l’assemblea fosse unilaterale. Non è vero. Durante la riunione dei rappresentanti di classe (con 70 votanti) si era proprio deciso di invitare un rappresentante della sinistra moderata, favorevole alla politica estera del governo, che presentasse le opinioni opposte a quelle di Rossi. La preside ha cassato questo progetto in seguito alle lamentele di alcuni studenti che si sono rifiutati di rispettare la decisione della grande maggioranza dei votanti. La democrazia si accetta quando fa comodo…

L’assemblea d’istituto regolarmente programmata prevedeva l’intervento di tre senatori, i quali, dopo che la richiesta di assemblea è stata respinta dalla presidenza, hanno preso altri impegni. Quando abbiamo deciso di organizzare lo stesso l’assemblea in data 26.3, trasformandola in incontro pubblico, uno solo dei tre ospiti ci ha confermato la propria disponibilità.

La seduta del consiglio si è conclusa con un attacco personale al rappresentante dimissionario Giorgio Bottini, minacciato d’ogni sorta di punizione tra cui la sospensione. La parola gli era stata concessa in consiglio; ciò nonostante egli non è stato in grado di concludere il suo intervento, centrato su dati e numeri, assurdamente contestati dalla dirigente scolastica, che abbandonava la seduta, definendo Bottini "il problema dell’istituto, e si è rifiutata di rientrare fino al momento in cui tutti gli studenti presenti, indignati da questo comportamento maleducato, se n’erano andati. Niente dialogo, insomma! E non per colpa degli studenti. Il tanto decantato clima di pace ed armonia -ammesso che mai ci sia stato! – non è stato cancellato dagli studenti.

Per concludere, gli studenti presenti all’incontro con Rossi sono persone consapevoli e totalmente in possesso delle loro facoltà mentali. Siamo in grado di pensare, e magari anche di sbagliare, con le nostre teste. Troviamo vergognoso e sciocco che il nostro aderire ad un’iniziativa di Bottini venga letto come un suo plagiarci. Cosa non si fa pur di non ammettere che anche posizioni diverse dalle proprie possono nascere da riflessione e consapevolezza!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2007
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