«Lo stabile di piazza Trento e Trieste sia intitolato ad un antifascista»

Associazioni al contrattacco sul destino dell'immobile che dovrebbe ospitare la Fondazione Giovanni Blini: «era il Comando delle Brigate Nere, dove si torturavano i partigiani»

Riceviamo e pubblichiamo

Nelle ultime settimane si è ampiamente dibattuto in città e sulla stampa locale in merito allo stabile di piazza Trento e Trieste, attuale succursale del liceo artistico; i temi della disputa hanno riguardato la nuova destinazione d’uso dell’edificio, a chi intitolarlo, chi dovrà gestirlo e con quale convenzione.

Da quanto abbiamo appreso, nell’edificio, una volta liberato, troverà sede un centro che svolgerà attività artistiche e socio-culturali provenienti dal mondo giovanile; l’edificio verrebbe gestito da una Fondazione intitolata a Giovanni Blini, fondatore di Comunità Giovanile a Busto Arsizio.

Risultano tuttora sconosciuti gli impatti sul bilancio comunale che comporterà l’intera operazione e non è ancora chiaro se l’edificio sarà gestito da un nuovo Ente oppure da una Fondazione.

Vorremmo inserirci nel dibattito ponendo l’accento su un particolare aspetto della questione non ancora emerso.

Quanti di noi comprendono cosa rappresenta questo edificio e cosa vi succedeva durante l’occupazione nazifascista in città ?

Era il Comando della Brigata Nera, luogo di terrore e tortura per gli antifascisti ed i partigiani bustocchi, come ricordato nella lapide posta all’ingresso.

Busto Arsizio è città antifascista, insignita di medaglia di bronzo: riteniamo auspicabile che questa occasione venga sfruttata per ribadire il valore dell’antifascismo e per non dimenticare.

Esistono modalità d’uso dell’edificio che comprendano e permettano il mantenimento della memoria storica degli avvenimenti ai cittadini?

E’ possibile trovare oggigiorno delle modalità per trasmettere ai cittadini più giovani i valori ancora attuali dell’antifascismo?

Nonostante tutto sembri già deciso, in merito alla destinazione d’uso dello stabile di piazza Trento e Trieste ed ai requisiti di chi dovrà gestirlo non siamo d’accordo con le modalità adottate: frettolose e “calate dall’alto”. Preferiamo scelte partecipate.

Auspichiamo che si apra un dibattito costruttivo in Città, tra le associazioni bustesi che si occupano di sociale, di cultura, di giovani, di arte che coinvolgano antifascisti, ex partigiani, ex deportati e chiunque non abbia la memoria corta.

Auspichiamo che il progetto di chi gestirà l’edificio, sotto forma di Fondazione o Ente, preveda esplicitamente qualche attività pubblica che attribuisca importanza al forte valore simbolico, educativo e di memoria storica della presenza in città di questo edificio.

Per questo, l’edificio potrebbe essere intitolato ad un antifascista bustese.

Associazione ALTERLIST – Busto Arsizio

Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei Campi Nazisti – Sez. di Busto Arsizio

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sez. di Busto Arsizio “G. Castiglioni”

Circolo Culturale Primo Levi – Busto Arsizio

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2007
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