Lucchetti alle serrande ai phone center varesini

11 centri ispezionati, nessuno è norma: molti sono a rischio chiusura. L'amministrazione valuterà caso per caso

Phone center tutti irregolari, sanzioni amministrative da 300 euro a botta, e rischio chiusura per una buona parte. E’ il durissimo responso di un controllo capillare, a Varese, di tutti gli esercenti di telefonia dedicati ai paesi stranieri. Tocca ora all’assessorato al commercio la decisione se far abbassare o meno le serrande. Le posizioni stanno per essere valutate, caso per caso. Se gli abusi saranno ritenuti oggettivamente insanabili, potrà arrivare la disposizione di chiusura dell’attività. Se invece gli uffici saranno più clementi, il Comune concederà 180 giorni per gli adeguamenti. I problemi riscontrati, va chiarito, sono solo di natura amministrativa. Né l’assessore alla polizia locale Vincenzo Agrifoglio, né l’assessore al commercio salvatore Giordano hanno infatti annunciato disagi di ordine pubblico legati alla presenza dei centri di telefonia per stranieri.
Dove stanno allora i guai? I Phone center erano in regola con le autorizzazioni, ma non con le nuove norme che disciplinano le disposizioni interne degli ambienti. Che prevedono, tra l’altro, un metro quadro per ogni postazione, almeno 9 metri quadri di spazi per l’attesa ogni 4 postazioni, orari di 13 ore massimo, con apertura tra le 7 e le 22, un giorno obbligatorio di riposo, doppio bagno per ogni ufficio. Regole sancite dalla legge regionale del marzo 2006 e che per i phone center esistenti ha lasciato un anno di tempo per adeguarsi; norma che gli esercenti milanesi, ad esempio, hanno contestato con forza ritenendole vessatorie. L’amministrazione ribadisce che ha solo applicato la legge senza astio. Non esiste dunque un problema sicurezza, ma esiste invece un problema con gli spazi delle postazioni in tutti e 9 centri oggi aperti (2 sono chiusi da tempo). Ma non solo. In 5 centri, gli spazi di attesa non sono sufficienti, in un centro si fa commercio di tuniche e chador (a suo tempo regolarmente autorizzato ma oggi con la nuova legge diventato fuori legge). Un phone center ha fatto un abuso edilizio mettendo un soppalco, mentre la metà dei centri di telefonia non ha il doppio bagno. Per tutti, 308 euro a ogni infrazione, qualche centro se ne è prese tre o quattro. Infrazioni così gravi da far ritenere necessaria la chiusura pur in mancanza di segnalazioni della questura su frequentazioni anomale? Vedremo.

La giunta sottolinea che deciderà a termini di legge, e la norma regionale è estremamente restrittiva: chi chiude non può riaprire da un’altra parte, chi non ha spazio per il doppio bagno chiuderà bottega, e chi vende tuniche deve fare i conti con le uniche quattro attività ammesse: telefonia vocale, internet, commercio di tessere  e ricariche, distribuzione di alimentari e bevande con erogatori automatici.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2007
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