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Busto Arsizio/Altomilanese

Magdi Allam “fondamentalista occidentale”? Insorge in sua difesa Farioli

Dopo la vignetta di Vauro ad "Anno zero", il sindaco bolla in massa "multiculturalisti", "relativisti" e "politicamente corretti"

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,

all’indomani
del penoso spettacolo a cui hanno assistito milioni di telespettatori
sintonizzati su "Anno zero", non posso evitare di esprimere, anche a
nome dell’Amministrazione comunale di Busto Arsizio,  la
mia affettuosa solidarietà a Magdi Allam, bollato di "fondamentalismo occidentale" da una vignetta di Vauro, che non ha
esitato a rappresentare il vice-direttore del Corriere della Sera
vestito da kamikaze con la cintura imbottita di esplosivo e a mettergli
in bocca una battuta pessima.

Penso
che sia stato superato ogni limite. Parlo del buon gusto e soprattutto
della responsabilità: è noto a tutti che Magdi Allam sia
costretto a vivere sotto scorta e questo ennesimo attacco non fa che
contribuire a rinforzare la spada di Damocle che da anni pende sulla
sua testa.

Non
è solo il timore per l’incolumità fisica di un amico che
mi spinge a scrivere queste poche righe, ma è anche l’amarezza e
la delusione nel vedere la sua immagine, la sua autorevolezza, la sua
reputazione così trattate.

Ribadendo
il pieno rispetto della libertà di parola e di espressione
(anche se ieri sera a Magdi Allam non è stato concesso il
diritto di replica), non possiamo tollerare che la vittima sia
paragonata al carnefice, che chi da anni si batte per i diritti
dell’uomo (che non sono i diritti dell’Occidente, ma
dell’umanità in generale) sia associato a chi è da sempre
contro l’uomo, contro la libertà, contro la vita.

Busto a questa vergogna non ci sta.

Purtroppo
durante la trasmissione di paragoni di questo genere ne sono stati
fatti tanti, nello stile che contraddistingue i "multiculturalisti", i "relativisti", coloro che in nome del politically correct  sono indifferenti rispetto all’identità culturale della nostra civiltà.

Ma
non è con questo atteggiamento che si costruisce il dialogo e si
arriva alla piena comprensione dell’altro, piuttosto con la piena
consapevolezza dei nostri valori e delle nostre radici.

Busto
l’ha fatto anche inserendo nel suo statuto il richiamo alle sue radici
giudaico-cristiane della nostra Europa e continua a farlo ogni giorno,
anche con piccoli gesti simbolici.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2007
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