Magnano ringrazia il suo uomo migliore: Gianfranco Castiglioni

Il tecnico argentino, felice per l'appoggio del patron biancorosso, ringrazia tutti i suoi giocatori: «Hanno giocato col cuore». Deluso Alibegovic: «Stanchi nell’ultimo quarto»

Ha gli occhi lucidi Ruben Magnano al momento di presentarsi in sala stampa. Le scorie di una partita tirata e della settimana più difficile nella sua permanenza varesina si fanno sentire, ma il motivo di questo stato d’animo è un altro: «Prima della partita è successa una cosa molto importante per me: Gianfranco Castiglioni è arrivato al palazzetto quando all’inizio del match mancava ancora un’ora e mezza e ha fatto sentire tutto il suo appoggio nei confronti della squadra. Oggi dovevamo giocare prima di tutto contro noi stessi, poi contro l’atmosfera che avremmo trovato, e solo alla fine contro Scafati. Per questo mi fa piacere il sostegno di Castiglioni».

La vittoria odierna giunge dopo quattro sconfitte consecutive, una serie negativa che ha complicato seriamente le ambizioni playoff dei biancorossi. Magnano è il primo a saperlo: «Questa successo è stato fondamentale per mantenere alla portata il nostro obiettivo. Venivamo da un periodo di buio, e più che dell’avversario ero preoccupato di come saremmo potuti uscire da questa situazione. Devo ringraziare tutti i giocatori, perché hanno giocato col cuore». Analizzando l’intero svolgimento della partita, balza all’occhio come le chiavi del successo biancorosso siano state la difesa di Keys su Apodaca e i 24 punti realizzati da Capin: «Billy è stato magnifico: non appena siamo riusciti a limitare Apodaca, abbiamo ripreso la partita in mano. Alexsandar ha preso decisioni molto importanti in momenti davvero difficili, mi fa piacere per lui».

Il tecnico argentino poi torna sul momento buio della squadra, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa: «Da settembre sono stato martellato abbastanza, ma questo fa parte del mestiere. Anche quando eravamo quarti o quinti in classifica era lo stesso. Da queste difficoltà ho ricevuto un capitale umano enorme, che sicuramente mi farà crescere».

Scuro in volto Teoman Alibegovic, tecnico della Legea, al termine di un match condotto per lunghi tratti e perso a causa di un quarto periodo sottottono: «Complimenti a Varese, che è riuscita a vincere nonostante le difficoltà. Nell’ultimo quarto la nostra benzina è cominciata a mancare: per vincere dovevamo correre un po’ di più verso la fine. Abbiamo perso la partita con due pick and roll laterali su Capin nei quali i nostri difensori hanno abboccato alle finte del play biancorosso».

Anche stasera Scafati si è dimostrata Apodaca-dipendente, come sottolinea lo stesso Alibegovic: «La squadra è stata trascinata da Apodaca per un lungo periodo, ma questo non è un problema. Dovevamo però trovare l’aiuto di un altro paio di giocatori, che non è arrivato: Nolan si è ripreso solo alla fine, mentre Bracey, Szewczyk e Lauwers non sono riusciti a dare un gran contributo». Il tecnico serbo si aggrappa anche alla mancanza di esperienza dei suoi per spiegare il ko del “PalaWhirlpool”: «Avevamo di fronte tanti giocatori abituati al campionato italiano, mentre molti di noi sono alla prima stagione in A1. E’ tutta questione di esperienza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2007
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