Municipalizzate, preoccupazioni e distinguo

Riceviamo e pubblichiamo il conributo di Pierluigi Galli, consigliere comunale Ds

Riceviamo e pubblichiamo

 

La bella addormentata padana, dopo otto anni di pisolini più o meno acquiescenti, è stata risvegliata, non dal principe azzurro ma da sindaco Mucci.

Non con un bacino in fronte ma con un calcio nel sedere. Brusco risveglio ed altrettanto brusca e comprensibile reazione.

Il brusco risveglio ha fatto si che la fanciulla si ponesse urgenti e improrogabili domande: dove è l’AMSC? Chi comanda? Dove sono finiti i miei rappresentanti nei Consigli d’amministrazione?

Come mai il sistema della ex municipalizzata non è una trasparente casa di vetro? Dove sono i bilanci? Come mai c’era una sola società ed ora ce ne sono dieci? Dove vogliamo arrivare? Non c’è più trippa per i gatti? E se ce ne è ancora chi la mangerà?

Questi ad altri quesiti sono improvvisamente all’ordine del giorno, li comprendiamo e in gran parte li condividiamo, fin dai tempi (otto anni) in cui il centro sinistra, senza i lunghi pisolini, ha rappresentato l’opposizione al centro destra cittadino.

Il tutto con un doveroso distinguo e qualche preoccupazione che vale la pena di sottolineare.

Il distinguo consiste nel ricordare che la Lega, oggi all’opposizione in Gallarate, è comunque al governo delle Provincia, di Busto e Varese (solo per citare le realtà più importanti) in compagnia di Forza Italia, notoriamente più potente e prepotente.

La cattiva frequentazione, tipica di “fratelli coltelli” ha quindi generato e genera il malgoverno dei settori strategici e fondamentali per il futuro dei cittadini, legati alla gestione di acqua, gas e rifiuti.

Da qui la preoccupazione di chi, come noi, ha visto dipingere dai vertici delle ex municipalizzate (saldamente in mano a FI e Lega) un futuro di sviluppo competitivo, l’idea di una grande fusione e la creazione di un’holding importante. Poi abbiamo visto che la montagna sta partorendo il classico topolino (vedi l’affrettata fusione in Prealpi gas solo per Gallarate e Busto) e rischiamo di non andare da nessuna parte.

Qualcuno, magari qualche multinazionale d’oltralpe, si sta già fregando le mani, se oltre alle loro mani saranno fregati anche i nostri concittadini sapremo chi ringraziare ma non sarà una grande consolazione.

 

Pierluigi Galli

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2007
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