Nella discarica di Chinandega c’è la vita

Si inaugura oggi pomeriggio, sabato 21 aprile, alle 17, nel giardino di Villa Truffini, una mostra del fotografo tradatese Moreno Di Trapani

Nicaragua, ore 10 e 30 del mattino, discarica di Chinandega: una nube di polvere annuncia l´arrivo del primo carico di rifiuti proveniente dalla città; gruppi di uomini, donne e bambini, che fino a un momento prima vagavano come zombie alla ricerca di qualcosa di indefinito, si dirigono frenetici verso il mostro metallico che vomiterà loro "addosso" l´immondizia. La montagna di rifiuti verrà prima spianata e poi setacciata palmo a palmo da uomini, donne e bambini: è l´unico modo per sopravvivere.

A cogliere la disperazione ma anche la tragica poesia di quel "lavoro" in discarica, un giorno c’era anche un bravissimo e sensibile fotografo tradatese, Moreno Di Trapani, che proprio oggi inaugura una mostra di immagini scattate nella Chureca, la discarica di Chinandega, che per molte persone del luogo è fonte di sopravvivenza.

«Un lavoro illegale, ingiusto e malsano – racconta Moreno Di Trapani –  Forse però non immaginiamo che "possedere" un lotto di terra all´interno della discarica e poter svolgere un lavoro che per noi è così umiliante, qui è considerato un privilegio, una risorsa per emergere dalla miseria assoluta. L´aspetto che più mi ha colpito in questa sorta di azienda di smaltimento rifiuti è stato venire a conoscenza della gestione gerarchica, della suddivisione delle aree di ricerca, di chi può prendere cosa e chi no. Sono le famiglie forti, quelle più numerose e con più "forza lavoro" che decidono tutto e che sono in grado di difendere il "raccolto" e la loro area di ricerca da possibili intrusioni».

Il racconto per immagini del fotografo tradatese non è solo "documentale", va oltre. Moreno fotografa ma cerca anche di capire: «Così, osservando attentamente, ti accorgi che solo alcuni hanno accesso al fiume, dove si trova il materiale più prezioso (ferro, piombo, e altri metalli "nobili") e che gli altri possono raccogliere soltanto cartone, altri ancora solo plastica. Tutto avviene nel rispetto degli accordi non scritti della comunità, infatti le venti famiglie che lavorano nella discarica vivono ogni giorno in armonia e con dignità senza compiangere la propria condizione; sanno che la vita altrove può essere ben diversa, ma in ognuno, dal bambino all´anziano, c´è la consapevolezza di poter contare solo su questa forma di sopravvivenza».

La mostra fotografica, che sarà inaugurata oggi, sabato 21 aprile, alle 17 nel giardino di Villa Truffini, a Tradate, sarà visitabile fino al 20 maggio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2007
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