Nomadi, controlli al campo di via De Magri

A breve il parere legale per il trasferimeto. Mucci: "Questione spinosa, i tempi sono stretti". Borgo: "Si dica che non li vogliamo"

Tra i temi che più hanno scaldato l’ultimo consiglio comunale c’è senza dubbio quello che riguarda i nomadi stanziali di via De Magri. Lo ha sollevato Roberto Borgo, consigliere leghista, che nel corso del question time ha attaccato l’amministrazione: «Bisogna dire con forza che Gallarate non vuole i nomadi – ha detto -: invece che stanziare fondi per una supposta nuova piattaforma, si dovrebbero incentivare i controlli per evitare che ne arrivino di nuovi. Poche storie, si sa che rubano e che l’igiene all’interno dei campi è precaria. Se vogliamo evitare che arrivino orde di nomadi in città, come succede a Milano per colpa di Prodi, che con l’Unione Europea ha aperto le frontiere portando solo svantaggi e problemi, bisogna fare qualcosa. La gente già è preoccupata: nei bar si parla di 400 nomadi tra Cavaria e Gallarate, e nel comune vicino hanno già detto che non li vogliono». 

A Borgo ha risposto Nicola Mucci, sindaco di Gallarate: «Lo stanziamento di 150 mila euro  per la piattaforma non vuol dire che abbiamo già deciso dove metterla né che abbiamo deliberato di farla – ha spiegato -. Abbiamo chiesto un parere legale per capire come muoverci: la situazione è complessa, c’è un pronunciamento del Consiglio di Stato che obbliga l’amministrazione a decidere sullo spostamento dei nomadi. I tempi sono stretti anche alla luce di quanto sta succedendo all’interno del campo di via De Magri: le “case” che sono comparse non sono regolari, l’ufficio tecnico ha già ordinato sopralluoghi». Per quanto riguarda i timori di nuovi arrivi a Gallarate, Mucci replica con fermezza: «Non volgiamo nuovi nomadi, questo deve essere chiaro – commenta il primo cittadino gallaratese -. Lo spostamento riguarderà solo chi abita da tempo nel campo di via De Magri. Anzi, intensificheremo i controlli per evitare nuovi arrivi in città. L’avvocato darà il suo responso a breve, nel giro di una decina di giorni: solo allora potremo stabilire cosa fare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2007
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