Nuova assoluzione per l’ex sindaco Rossi

Il sindaco emerito di Busto Arsizio assolto dopo 14 anni dall'accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento del gruppo Rossi

La giustizia può essere lenta, lentissima per chi si sente sotto accusa. Ne sa qualcosa il sindaco emerito di Busto Arsizio Gian Piero Rossi, uscito definitivamente ieri da quattordici anni passati nel labirinto giudiziario italiano. Il gup Maria Greca Zoncu del Tribunale di Busto Arsizio lo ha infatti assolto con formula piena, insieme a tutti i coimputati, dall’accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento del gruppo Rossi (tredici aziende attive nel settore plastico) avvenuto proprio all’indomani di Tangentopoli. Nel 1993, al tempo del "tutti dentro", Rossi e gran parte della sua Giunta vennero arrestati e indagati, poi furono in maggioranza assolti, spesso dopo un tempo intollerabilmente lungo. Illuminante in materia proprio al vicenda dell’ex sindaco, che al termine di una causa civile contro il Ministero della Giustizia per le lungaggini giudiziarie riceverà un compenso simbolico di 16.250 euro.

Per la vicenda del fallimento del gruppo Rossi il pm Valentina Margio aveva chiesto pesanti condanne, ma gli avvocati Vittorio Celiento e Giuuseppe Candiani, che difendevano Rossi, e Licia Colombo e Fausto Moscatelli, sulla base della dottrina giurisprudenziale corrente, hanno convinto il giudice dell’udienza preliminare ad optare per l’assoluzione piena.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2007
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