Piani integrati d’intervento, la maggioranza approva

Lo strumento urbanistico transitorio, utile per il rcupero delle aree dismesse, passa in consiglio

Sull’urbanistica Busto, si ripete da tempo, è rimasta indietro. Da questo punto di vista potrebbe essere una valida soluzione-ponte, in attesa del sospirato Piano di Governo del Territorio (PGT), quella dei piani integrati d’intervento e del relativo documento d’inquadramento, votato ieri sera dal consiglio comunale. Il punto è passato con l’approvazione della maggioranza, il voto contrario dei consiglieri Marta Tosi (Ulivo) e Corrado (Prc) e l’astensione della restante parte delle opposizioni, a parte Busto Civitas che non ha preso parte al voto.

Il documento votato facilita le ristrutturazioni e ricostruzioni in particolare sulle aree dismesse: non mira ìinfatti a consumare nuovo territorio, ma a riutilizzare quello già edificato, nel rispetto di standard urbanistici prefissati. Incentivi volumetrici saranno riconosciuti solo a chi si impegnerà a mettere a disposizione almeno il 20% della superficie edificata per l’edilizia a prezzi calmierati, oppure a chi proporrà interventi di bioedilizia e risparmio energetico.

L’Ulivo ha proposto un emendamento, una sorta di decalogo che cita fra l’altro i principi di Agenda21 e della Carta di Aalborg, accettato come raccomandazione alla Giunta. Il vicesindaco e assessore all’urbanistica Giampiero Reguzzoni, convinto che con i piani integrati si potrà riddisegnare rapidamente il volto delle aree più degradate della città, si è impegnato a recepire il senso della proposta ulivista nella futura redazione del PGT. La discussione in aula è scivolata sul tema dell’urbanistica partecipata; è stato fatto notare dall’opposizione che servirebbe una struttura definita per la partecipazione dei cittadini, pena «parlare ai muri, o solo ai diretti interessati». Il sindaco Farioli, da parte sua, si è impegnato a far partire l’iter per il PGT entro luglio, e, in vena di citazioni teatrali, ha riconosciuto come Busto abbia «aspettato Godot» per troppo tempo, senza avere il coraggio di cambiare impostazioni urbanistiche ormai superate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2007
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