Piccioni in città: un’indagine conoscitiva

Comune e Lipu uniti in un progetto per determinare la popolazione dei volatili; in caso di sovraffollamento saranno intrapresi interventi per diminuirne il numero

Sono troppi, danneggiano monumenti ed edifici, possono veicolare malattie anche gravi come la toxoplasmosi e la salmonella: sono molti i varesini che si lamentano dei piccioni in città, spesso rivolgendosi al Comune per sollecitare una risposta. Così è nato il piano di intervento approvato in Giunta, che il Comune ha deciso di portare avanti insieme alla Lipu, la Lega Italiana Protezione Uccelli, che è stato presentanto stamattina in Comune alla presenza dell’assessore alla tutela ambientale Luigi Federiconi (in foto, al centro) e da rappresentanti della Lega (in foto, da sinistra: Federica Luoni, Alessandra Gagliardi, Massimo Soldarini, Luca Chiarei; Soldarini è responsabile nazionale dei volontari Lipu).

Ma che cosa prevede, in concreto, il piano? «Prima di qualsiasi intervento, occorre conoscere le dimensioni del problema: per questo abbiamo deciso di appoggiarci alla Lipu, che garantirà la scientificità del progetto. Solo dopo aver accumulato una ricca documentazione scientifica, la Lipu elaborerà proposte di intervento, che valuteremo» ha ribadito Luigi Federiconi. Innanzitutto un’indagine conoscitiva, quindi, anche perché la popolazione dei colombi in città non è mai stata oggetto di una stima numerica. Come spiega Alessandra Gagliardi, al termine di questo lavoro si potrebbe anche scoprire che in realtà non c’è un vero sovraffollamento di colombi a Varese: «La letteratura internazionale dice che una certa densità di esemplari per km quadrato, circa 400, è sopportabile. Per ora abbiamo portato avanti un censimento invernale: dai dati risulta che nel centro cittadino ci sarebbero circa 308 animali per km quadrato, ma è un dato parziale, dobbiamo integrarlo con i dati del censimento estivo per completare l’analisi».

Oltre ai censimenti saranno anche identificate le maggiori zone di proliferazione in città, per andare a scoprire dove i piccioni si concentrano maggiormente, dove sostano e dove si alimentano: ci saranno anche veri e propri sopralluoghi in edifici "target", che saranno anticipati ai cittadini interessati da una lettera del Comune. Finora, le zone "calde", dove c’è un’elevata presenza di piccioni, sarebbero piazza san Vittore, piazza Repubblica, via Dandolo e viale Milano (in foto, l’assessore Federiconi tra i piccioni ai Giardini Estensi). «I piccioni tendono a nidificare dove c’è degrado urbano – aggiunge Massimo Soldarini – per questo sarà necessario rimuovere quelle condizioni che rendono l’area un habitat ideale per questi volatili. In ogni caso, i motivi per cui i piccioni prolificano sono principalmente tre: la quasi totale assenza di predatori, l’abbondanza di cibo, la temperatura del centro superiore ai 3 gradi».

Allo studio scientifico si accompagnerà una campagna di sensibilizzazione dei cittadini: proprio in questi giorni insieme al notiziario comunale Vareseoggi viene distribuito un opuscolo informativo, "Indagine sulla presenza del colombo di città a Varese": preziosa e indispensabile, infatti, è la partecipazione dei varesini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2007
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