Previdenza complementare, dove si va a finire

Un convegno venerdì 20 aprile alle “Ville Ponti” evidenzierà le prospettive per i mercati finanziari e gli effetti sulle relazioni industriali

Il panorama della previdenza complementare in Italia è stato di recente profondamente rinnovato dall’entrata in vigore del decreto legislativo 252/2005 con il conferimento del Tfr alle forme integrative. La legge finanziaria 2007 ha poi stabilito, per le aziende con almeno 50 dipendenti, il trasferimento all’Inps delle quote dello stesso Tfr non destinate alla previdenza complementare. E’ inoltre d’imminente emanazione il decreto del Ministero dell’Economia per recepire la Direttiva Comunitaria 41/2003 relativa alla gestione delle forme pensionistiche complementari, la quale introduce fra l’altro la possibilità per i fondi pensione di raccogliere adesioni anche in ambito transnazionale.

E’ in questo contesto che s’inserisce il convegno “La riforma della previdenza complementare” che – promosso dalla Camera di Commercio e dal Centro di Ricerca CreaRes dell’Università dell’Insubria, con il patrocinio dell’Associazione Bancaria Italiana – si terrà venerdì 20 aprile con inizio alle ore 15.30 nelle sale del Centro Congressi “Ville Ponti” di Varese.

Subito dopo i saluti della Camera di Commercio e di Roberto Brambilla, presidente della Commissione Regionale ABI, a introdurre i lavori sarà Rossella Locatelli, preside della Facoltà d’Economia dell’Università dell’Insubria nonché direttore del CreaRes.

Seguiranno gli interventi di Elsa Fornero, direttore del Centro di Ricerca CeRP, e Ambrogio Rinaldi, direttore centrale della COVIP, ai quali è affidato l’obiettivo di descrivere le finalità e le prospettive della riforma, inquadrandola nel contesto dell’attuale sistema previdenziale obbligatorio. Sarà loro compito anche evidenziarne le maggiore criticità per lavoratori e imprese attraverso un confronto con l’esperienza degli altri paesi europei.

Il convegno proseguirà quindi con le relazioni di Andrea Lesca, direttore generale Intesa Previdenza, su “La riforma previdenziale: esperienza e prospettive dei fondi pensione aperti”, e di Andrea Girardelli, direttore generale Fonchim, su “Il ruolo dei fondi pensione negoziali”. Toccherà, infine, a Gianfranco Cerea, vice presidente PensPlan Invest SGR Spa, proporre un intervento su “L’esperienza di un fondo pensione territoriale”.

L’iniziativa rientra tra quelle promosse dall’Osservatorio Credito e Finanza della Camera di Commercio in collaborazione con il Centro di Ricerca su Etica negli Affari e Responsabilità Sociale (CreaRes) dell’Università dell’Insubria.

Istituito nel 2001 quale organismo consultivo con funzioni di analisi, confronto e proposta, l’Osservatorio Credito e Finanza della Camera di Commercio si pone l’obiettivo di favorire lo sviluppo del sistema imprenditoriale locale attraverso una maggiore trasparenza del mercato del credito e della finanza e l’ampliamento degli strumenti finanziari a disposizione di chi produce. Tra i temi affrontati in questi anni, ci sono l’Accordo di Basilea 2, i sistemi di rating e discoring, l’incidenza del capitale di rischio nella struttura finanziaria delle PMI e il loro livello di capitalizzazione, il Fondo rotativo di seed capital per lo start up di imprese innovative.

Il CreaRes dell’Università dell’Insubria, costituito nel 2004, svolge invece numerose attività sui temi della responsabilità sociale e della rendicontazione sociale. Il Centro realizza anche specifiche iniziative sul tema della gestione dei rischi: in questo ambito rientrano la presentazione del volume “Basilea 2, IAS e diritto societario”, gli incontri sul tema della solvibilità delle imprese di assicurazione e il convegno “Politiche di Responsabilità Sociale e relazioni industriali nelle banche, occasione di confronto sull’attuazione di politiche di responsabilità sociale nel settore del credito”. 

 

 

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2007

Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.