Quando la fiducia trasforma l’idea in gioiello

Isabella Zocchi è una dei sei giovani premiati dal concorso "Adotta un nuovo imprenditore". L'iniziativa le ha permesso di fare della sua passione un progetto innovativo

Un diploma al liceo artistico, una specializzazione in design del gioiello, un pizzico di estro e tante idee innovative. Isabella Zocchi è una dei sei giovani premiati dal concorso “Adotta un nuovo imprenditore” promosso dall’Associazione artigiani della provincia di Varese. Nel suo studio di design a Samarate cura la realizzazione di modelli di orologi e oggetti alla moda su commissione per alcuni distributori internazionali. Ha trent’anni ma ha già molte esperienze di lavoro all’estero e in Italia e soprattutto una passione, quella per i gioielli, scritta nel Dna.
Ci racconta come è nata?

«Mio padre ha un laboratorio orafo ed è stato quasi naturale per me appassionarmi al suo lavoro. Mi cimentavo nella preparazione di anelli e di oggetti creati con la cera, è con lui che ho iniziato a fare i miei primi modelli, più o meno dieci anni fa».

Ma la vena artistica non è tutto: serve studio, preparazione ed una marcia in più che alla giovane designer di Samarate sembra proprio non mancare.

«La fantasia e la creatività sono importanti certo, ma senza competenze è difficile riuscire in questo lavoro. I collaboratori del mio studio arrivano dal Politecnico di Milano e quasi tutti hanno un buon livello di specializzazione. La tecnica è frutto prima di tutto della preparazione, poi l’esperienza aggiunge nuove capacità».

Cosa ha inciso di più nel suo caso?

«Entrambe le cose. L’esperienza nelle imprese come curatrice dello "sviluppo prodotti" mi ha dato un’idea innovativa su come impostare il mio nuovo lavoro. L’attività principale del mio studio infatti non sta solo nella realizzazione di disegni di orologi e gioielli come avviene in un tradizionale ufficio di design: facciamo prima un’analisi di mercato, per capire i gusti e il target dei clienti, prepariamo i progetti e poi realizziamo dei veri e propri prototipi in resina per rendere meglio l’idea del nostro prodotto. È questo che ci dà un tocco in più rispetto agli altri».

Il concorso “Adotta un nuovo imprenditore” ha permesso ai vincitori di ottenere dei finanziamenti agevolati per sviluppare le proprie idee imprenditoriali. Come ha impiegato i suoi fondi?

«Per l’acquisto dei macchinari. Le frese e le attrezzature di precisione sono molto costose e per acquistarle avevo già cercato dei finanziamenti ma la burocrazia e le spese che mi sono trovata di fronte mi hanno scoraggiato. L’iniziativa dell’Associazione artigiani è stata completamente diversa, non mi hanno sommerso di domande, si sono limitati a dare fiducia alle idee più innovative. Qualcosa che si rifà più alla meritocrazia piuttosto che alle coperture finanziarie e alle garanzie. Purtroppo è difficile, in questo paese, ottenere credibilità se si è giovani: questo mi penalizza molto anche con i clienti».

In che senso?

«Lavoro con meno difficoltà con distributori stranieri piuttosto che con quelli italiani. Ho clienti americani e di Dubai che non hanno esitato a darmi delle possibilità dopo aver visto i miei modelli. Quest’anno ho partecipato alla fiera degli orologi di Basilea, posso dire che è stato il mio momento, ho ottenuto molti nuovi contatti ma tutti di clienti esteri. In Italia è tutto più difficile, vorrei che fosse diverso e che ai giovani venisse data qualche chance in più».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2007
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