Quattro liste bocciate dalle commissioni elettorali

L'Udc fermato a Tradate, due bocciature pesanti a Uboldo e Socialisti stoppati a Cardano al Campo: rischio ricorsi al Tar dietro l'angolo

Tanto lavoro per le commissioni elettorali di Saronno, Gallarate e Varese: quattro liste non sono state ammesse alla competizione elettorale, due a Uboldo, una a Tradate e una  Cardano al Campo 

A Uboldo la situazione è intricata: le liste di centrosinistra e centrodestra non sono state ammesse per vizi formali. Quella che appoggia Luigi Clerici non è passata al vaglio della commissione elettorale perchè le firme presentate per la validazione della lista sono state 124 invece che quelle previste per legge, vale a dire 120. Quella che appoggia Giovanni Tavecchia invece non è passata perchè non è stato allegato alla documentazione il documento di identità del candidato sindaco: «Vizi minimi, si impedisce a tanti elettori di scegliere il proprio candidato. Di Giovanni Maria Tavecchia, stando ai dati dell’anagrafe del Comune, ce n’è solo uno in Italia, io. Non capisco questo accanimento». le due liste annunciano ricorso al Tar: la commissione elettorale saronnese comunicherà le motivazioni della non accettazione al sindaco di Uboldo, che a sua volta dovrà rendere disponibili i verbali ai due candidati esclusi, che avranno allora 24 ore per presentare il ricorso a Tar: c’è il rischio che la competizione elettorale slitti.  

La sfida a Cardano al Campo si fa a tre. È stata infatti confermata dalla commissione elettorale di Gallarate l’esclusione della lista "Socialisti uniti per la costituente", la quarta in concorso che era apparsa all’ultimo momento sulla scena dei candidati alle elezione comunali del 27 e 28 maggio. Motivo la mancata presentazione, insieme alla documentazione obbligatoria, del programma elettorale: «Ma non ci è  neanche stato detto di dover integrare la documentazione presentata – dichiara il portavoce Massimo Mina -, cosa che avremmo potuto fare nelle 24 ore successive come previsto dal Testo Unico». Per questo motivo, il partito in queste ore sta ponderando l’idea di fare ricorso al Tar: «Stiamo valutando sulla base di una convenienza economica e politica – continua Mina -, decideremo se ricorrere».  

Situazione intricata anche a Tradate: qui la lista dell’Udc, prestata all’ultimo momento, non è stata accettata dalla commissione elettorale di Varese. Alla base della decisione il fatto che tre sottoscrittori della lista centrista, la cui candidata sindaco è Stefania Giammatteo, avrebbero firmato precedentemente per altre formazioni politiche. L’Udc ha già presentato ricorso e la commissione deciderà entro domani, martedì 1 maggio, se accettare o meno la lista di Casini: «Andremo avanti fino alla fine – commenta Stefanio Calegari, segretario provinciale dell’Udc -. aspettiamo la decisione finale, noi abbiamo agito rispettando la legge».

Ancora l’Udc protagonista per quanto riguarda le provinciali: se da una parte è stata ricusata la lista “Basta tasse”, in appoggio a Marco Reguzzoni, dall’altra è in corso la battaglia a colpi di simbolo tra Udc e Libertas Democrazia Cristiana, l’una con Reguzzoni, l’altra con Paolo Caccia: «Abbiamo fatto ricorso, i simboli sono troppo simili per non essere confusi – prosegue Calegari -. Lo scudo crociato che campeggiava sul logo della vecchia Dc appartiene all’Udc e a nessun altro. Abbiamo chiesto che la lista che appoggia Caccia si presenti con un simbolo diverso». Anche per questo, bisognerà aspettare domani per saperne di più.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 aprile 2007
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