Qui Garibaldi sconfisse la diarrea e gli austriaci

Duecento anni fa nasceva l'eroe dei due mondi. Nel comune rivierasco affrontò i due infidi nemici. Una statua, la prima mentre era ancora in vita, ricorda quell'evento. Va restaurata, ma non ci sono soldi

Era il 15 agosto del 1848 quando un quarantunenne con tanto di barba era a capo di due battelli sequestrati e salpati da Arona alla volta di Luino dove, si diceva, stessero giungendo due guarnigioni di austriaci pronte a posizionarsi contro gli italiani. Quell’uomo barbuto e risoluto era Giuseppe Garibaldi (del quale quest’anno si festeggia il bicentenario della nascita), da poco a capo della prima guerra di indipendenza italiana iniziata qualche mese prima. A Luino si svolse un episodio rimasto nella memoria della città tra strade, piazze, edifici e monumenti. Quel 15 agosto il condottiero era giunto a Luino con un manipolo di uomini. Aveva stabilito il quartier generale all’interno dell’Osteria della Beccaccia, sul lungolago, dalla quale dovette anche ricacciare gli austriaci che avevano attaccato i garibaldini. Proprio attorno all’albergo si è svolta questa battaglia con diversi morti, decine di feriti e molti prigionieri tra gli austriaci che batterono la ritirata verso Germignaga inseguiti da Garibaldi e i suoi fino a Morazzone dove si svolse un’altra e più ampia battaglia vinta dall’esercito garibaldino.

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 Sul lungolago, da 140 anni, sta lì qualcosa che nessun’altra città al mondo ha e i luinesi sembrano non saperlo o far finta di non ricodarlo: la prima statua eretta in onore di Giuseppe Garibaldi quand’egli era ancora in vita (foto sopra). Nel bicentenario della nascita dell’eroe dei due mondi la statua compie ventotto lustri e li dimostra ma di questo non sembrano preoccuparsi i luinesi. l‘assessore alla Cultura del comune di Luino Pierfrancesco Buchi è consapevole della situazione e commenta così lo stato di salute del monumento:«In effetti il monumento non è in ottime condizioni – spiega l’assessore – e come questo anche altri monumenti a Luino necessiterebbero di interventi. Noi abbiamo comunque tentato di valorizzarne la presenza con una delle dodici steli dedicate a Piero Chiara e che fanno rientrare la statua in un percorso turistico-culturale nella nostra città». Lo scrittore di Luino, infatti, ne parla nel  "Piatto Piange", descrivendo sia la statua di piazza Garibaldi che l’episodio storico svoltosi in paese, non senza la sua solita ironia quando dice che a Luino Garibaldi dovette far ricorso alla farmacia Clerici per avere un rimedio contro la dissenteria che lo aveva colpito arrivando in città.

Sulla situazione di degrado dei monumenti a Luino, ed in particolare sulle condizioni di un cannoncino d’epoca posizionato all’interno di Palazzo Verbania, era intervenuto con un’interrogazione in consiglio comunale anche Pier Marcello Castelli il quale aveva chiesto più attenzione per i cimeli storici a Luino:«Senza dubbio l’interrogazione di Castelli ha un fondamento – spiega ancora Buchi – ma con gli strettissimi vincoli al bilancio un’amministrazione deve pensare prima a risolvere i problemi contingenti della città e così un marciapiede diventa più importante di un monumento storico».

Così, con buona pace di Garibaldi, il suo monumento resterà lì dov’è attualmente, esposto alle ingiurie del tempo che non ne hanno sminuito la carica combattiva e risoluta ma anche al più preoccupante inquinamento atmosferico e soprattutto da traffico, essendo posizionato proprio a margine di una strada di grande passaggio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2007
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