Renato Cesarini e Angelo D’Arrigo, vite da campioni

Due incontri il 16 aprile e 7 maggio con Luca Pagliari per raccontare il lato umano e sportivo del calciatore Cesarini e del deltaplanista D'Arrigo - testimonial del primo appuntamento Evaristo Beccalossi

Due incontri ai Molini Marzoli, lunedì 16 aprile alle 21 e lunedì 7 maggio alla stessa ora, per raccontare due personaggi vissuti in epoche differenti, Renato Cesarini e Angelo D’Arrigo, uniti dalla grande umanità e dal fatto di essere stati campioni dello sport. È quanto propone l’amministrazione comunale insieme al giornalista e autore televisivo Luca Pagliari (nativo, come Cesarini, di Senigallia), che sarà il protagonista delle due serate con i suoi monologhi accompagnati da filmati e documenti. Un racconto tutto particolare, quello di Pagliari, sempre sul filo delle emozioni e alla ricerca dell’uomo prima che del mito sportivo. L’iniziativa è stata presentata oggi al Museo del Tessile, presenti l’assessore allo sport e grandi eventi Ivo Azzimonti, il suo collega Alberto Armiraglio nella sua veste di presidente della Pro Patria calcio, Massimo Giudici, collaboratore di Pagliari, e il testimonial d’eccezione della serata dedicata a Cesarini, Evaristo Beccalossi (in alto nella foto), indimenticato fantasista dell’Inter anni Settanta-Ottanta.

"Al di là dell’acqua" è il titolo della "serata Cesarini", in cui sulle tracce del volume "Zona Cesarini. Il calcio, la vita" scritto da Pagliari, si ripercorrerà l’esperienza umana e sportiva di un uomo che, nato nelle Marche ma cresciuto in Argentina, fu colonna della grande Juve degli anni Trenta (cinque scudetti di fila) e divenne proverbiale per un suo gol a tempo praticamente scaduto in un match Italia-Ungheria. Estroso, stravagante, uomo che rompeva gli schemi, Cesarini e che lasciò l’Italia a metà degli anni Trenta trovando angusto il clima del fascismo, ma rientrò dopo la guerra e fu in seguito mentore e padre putativo di Omar Sivori, il grande campione da poco scomparso, che allenò nella stessa Juve degli anni 1958-1961. Beccalossi, da par suo, crebbe con l’immagine di Sivori attaccata alla testata del suo letto, e racconta: «Io ero un destro di piede, ma mi sono ostinato, perseverando per anni, ad allenarmi nel mio garage per poter avere un sinistro magico come il suo. Da qui anche il rispetto per chi fu maestro di Omar». Accanto al simpatico Evaristo, prodigo di aneddoti e commenti sul calcio di ieri di oggi (ad esempio su come nacque l’esilarante sketch di Paolo Rossi, inveterato interista, sui rigori sbagliati proprio dal "Becca") potrebbe esserci lunedì 16 anche un giocatore argentino attualmente in attività, di cui non è stato fatto il nome (ma potrebbe trattarsi di Javier Zanetti).

"L’uomo che insegnava a volare gli uccelli" sarà invece la serata del 7 maggio dedicata ad Angelo D’Arrigo, figura eccezionale di appassionato del volo (primo uomo a sorvolare l’Everest in deltaplano, nel 2004), scomparso tragicamente lo scorso anno per un incidente aereo. Anche qui, contattandone la vedova e gli amici, Pagliari ha ricostruito le passioni di un uomo capace di guidare in volo le migrazioni di specie in pericolo, come le gru siberiane, le aquile, i condor delle Ande, animali spesso allevati in cattività e bisognosi di una guida alla loro reintroduzione nell’ambiente, e di restituirne la dimensione più profonda.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2007
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