Sabato e domenica l’apertura straordinaria degli oratori romanici nella Bassa Novarese

Altre tre chiese saranno aperte oltre a quelle già annunciate

Dopo la giornata di apertura straordinaria dei musei etnografici, tenutasi la scorsa domenica, nel prossimo week end, il 21 e 22 aprile, sarà invece la volta dell’apertura straordinaria di quattordici oratori romanici della zona delle risaie. Oltre ai piccoli edifici di culto già annunciati, che sorgono a Bellinzago, Cameri, Garbagna, Landiona, alla periferia di Novara, Sillavengo, Terdobbiate, Tornaco, Vicolungo, saranno aperti anche altre tre chiese, a Briona e Caltignaga (vedi schede sotto).

L’apertura è prevista sabato dalle 14 alle 18 e domenica dalle 10 alle 18.

«Queste due iniziative – commenta l’assessore Ferrara – sono inserite nell’ampio cartellone di manifestazioni Sulle strade delle risaie coordinato dalla Provincia e dall’Atl, che si svolge nei mesi primaverili e dell’inizio dell’estate, con l’obiettivo di valorizzare, nell’intreccio di suggestioni che è loro proprio, le località della nostra terra di risaia come meta di un turismo nuovo, accattivante e ecosostenibile».

Briona – Sant’Antonio all’Orcetto

In località Orcetto, ora San Bernardino di Briona sorge l’antico oratorio campestre dedicato a Sant’Antonio Abate. Scarsa è la documentazione reperibile e i diversi rimaneggiamenti non consentono una precisa collocazione cronologica dell’edificio religioso. Si presume che sia stato edificato tra la fine del XIV secolo e i primi decenni del XV secolo, in considerazione del fatto che il culto di Sant’Antonio abate si manifesta in modo significativo a partire dal quattrocento. L’edificio, di piccole dimensioni, è ad aula unica con abside semicircolare e facciata a capanna ed è coperto da un tetto ligneo con manto di coppi. Originariamente presentava un pianta quadrata che venne modificata ed ampliata nel 1610. Interessanti e di pregio sono gli affreschi interni che coprono quasi interamente le pareti della struttura originaria. Sebbene non siano mai stati studiati in modo approfondito si desume siano di un unico autore: Tommaso Cagnola e la sua bottega. Nella conca absidale si presenta una grande mandorla ove è raffigurato il Trono della Misericordia che riunisce la Majestas Domini e la Crocifissione. I simboli dei quattro Evangelisti, San Sebastiano e San Rocco completano la rappresentazione, mentre, sull’arco trionfale è visibile una delicata Annunciazione. Lungo la parete settentrionale sono raffigurate cinque figure di Santi e una Madonna in trono con Bambino. Da notare la prima figura: Sant’Antonio abate con la lunga e caratteristica barba grigia. Sulla parete sud sono raffigurati cinque Santi e due Madonne in trono con Bambino racchiusi in una fascia decorativa.  

Caltignaga – San Salvatore

L’oratorio è situato nel cimitero di Caltignaga e viene citato per la prima volta nel 1074. Nelle Consignationes del 1347 si viene a conoscenza che San Salvatore aveva un preposito e due chierici beneficiari. L’edificio si presenta ad aula unica trapezoidale con abside semicircolare preceduto da un breve arco trionfale. La copertura a capriate è completata da una controsoffittatura lignea, sulla facciata a capanna si apre una piccola finestra a croce. Gli affreschi che decorano l’edificio vengono quasi totalmente attribuiti a Giovanni De Campo e alla sua bottega, sono di particolare pregio artistico e purtroppo non ben conservati. Nella zona absidale un elegante contorno racchiude la mandorla ove è rappresentato Cristo Pantocratore, ai lati Sant’Andrea e San Pietro accompagnati da storpi, poveri e derelitti. Parzialmente leggibili sono le figure dei Santi che decorano il sottostante registro, da sinistra San Giovanni e Santa Caterina, San Dionigi, San Nazzaro, Cristo in Pietà, San Secondo, San Gerolamo e Santa Caterina. Nella parete di sinistra trova posto una gradevole Madonna in trono con Bambino tra gli angeli e i Santi Rocco e Pietro. Secondo gli esperti si rivela di periodo più tardo e di altro maestro. 

Caltignaga – Santi Nazario e Celso

Attualmente è situato all’interno del cimitero di Sologno. Risulta da documenti risalenti al trecento che con San Salvatore, San Lupo di Caltignaga e San Lorenzo di Alzate di Momo fosse una delle cappelle dipendenti dalla pieve di Dulzago. L’edificio conserva la struttura originale, con una sola navata leggermente trapezoidale, coperta da un tetto in coppi e sostenuta da quattro incavallature lignee. La facciata è a capanna e l’abside semicircolare. All’interno le pareti sono riccamente abbellite da affreschi quattrocenteschi attribuiti a Giovanni e Luca de Campo pittori noti in area novarese e valsesiana. Il catino absidale è suddiviso in tre registri, in quello superiore è rappresentato Cristo Pantocratore con i simboli degli Evangelisti. Ai lati sono raffigurati i Santi titolari nelle vesti di due giovani elegantemente vestiti secondo il modello gotico del tempo. Nel secondo registro sono affrescati gli Apostoli ed ognuno regge un libro su cui è scritto il proprio nome e una frase del Credo.
Nel terzo registro trovano posto le opere di misericordia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 aprile 2007
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