Scontro Fontana-Mucci: “Dove sono i bilanci di Amsc?”

Le Lega chiede le carte dell'azienda gallaratese, il sindaco varesino denuncia pressioni. Repliche durissime

Volano gli stracci tra i sindaci del varesotto. Una lite tutta targata casa delle libertà. Il primo cittadino di Gallarate Nicola Mucci accusa il collega di Varese Attilio Fontana di non voler più fare l’aggregazione provinciale delle municipalizzate e di non dirlo chiaramente. Fontana risponde a stretto giro di non accettare ingerenze e fa di capire voler vederci chiaro in alcune operazioni societarie della controparte. La lite è politica (Lega contro una parte di Forza Italia), aziendale (Aspem contro Amsc), e tocca i confini del codice penale. E qui si cominciano a rivoltare i cassetti, si allude a documenti mancanti e lo scontro prende la via dei sospetti. La Lega Nord presenta al consiglio comunale di Varese (e una simile a Gallarate) una interrogazione in cui si chiede se è vero che l’azienda del comune di Gallarate, la Amsc, non abbia depositato in camera di commercio i bilanci 2004 e 2005. Non è uno scherzo, si tratterrebbe, se fosse vero, di un problema passibile di sanzioni penali. Il messaggio è chiaro: ma come facciamo a fonderci con voi, se nemmeno ci fate vedere le carte?
A Gallarate, il sindaco Nicola Mucci, avvisa i vertici dell’azienda e annuncia che, secondo le sue verifiche, è tutto regolare e che i bilanci sono stati regolarmente forniti a chi di dovere mentre i leghisti sostengono invece che non sia possibile rintracciarli facendo regolare richiesta in camera di commercio.
Nel frattempo, un intervento televisivo del sindaco Mucci, in cui sostanzialmente si scommette che Varese non voglia alcuna fusione con Gallarate e Busto in Prealpi servizi (la società che dovrebbe accorpare le tre municipalizzate), scatena la reazione di Fontana. Il sindaco di Varese è furibondo per la sortita catodica del collega: prende la parola poco dopo mezzanotte e trasforma lo scenario di Palazzo Estense in mezzanotte di fuoco.
“Stiamo subendo da tempo indebite pressioni da organi di informazione e aziende pubbliche. Prima non capivo il motivo, ma ora è tutto più chiaro”. Fontana parla di “pressioni e ingerenze” verso di lui, dice che Varese non esclude a prioiri di confluire in Prealpi servizi ma sottolinea anche che il comune ha dato mandato a uno studio di elaborare degli scenari e vuole avere tutto il tempo per decidere. Poi tira una freccia avvelenata e, citando l’interrogazione della Lega, dice che prima di aggregarsi con altri vuole anche vederci un po’ più chiaro su alcune operazioni societarie delle altre aziende coinvolte e cita ad esempio alcune proliferazioni di aziende miste pubblico private ed eccessive concentrazioni di cariche in alcuni persone, che non lo convincono. Niente di illegale, per carità, sottolinea il sindaco, ma tanto basta per far dire a Fontana che d’ora in poi Varese starà molto attenta a valutare le sue mosse perché c’è chi “gioca con le istituzioni”
Poi sbandiera l’autonomia della città, e dice: “Non piegherò la schiena di fronte alle pressione esterne, faremo gli interessi della nostra città”. Si becca un minuto di applausi da tutti i consiglieri e strette di mano da tutta la maggioranza. Poco dopo il sindaco di Gallarate commenta così: “Non capisco le allusioni del sindaco di Varese, noi abbiamo solo posto una questione di chiarezza: se non vogliono più fare la fusione delle nostre municipalizzate ce lo devono dire, nelle nostre aziende è tutto regolare”.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2007
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