SEGNI SU CARTA, PAROLE SU SILENZIO

di Sandro Sardella

 .. Un silenzio ossuto.

   “Tutto, non era ancora perduto.”

                                 (G. Caproni)

La Galleria Bambaia di Busto Arsizio rende omaggio a Gianfranco Ferroni .. (Livorno1927 – Bergamo 2004).

Gigi Rebesco .. l’anima della galleria .. la quale vanta un’attività più che trentennale .. con mostre memorabili e con artisti di alto livello .. (tra gli altri: Morlotti, Francese, Guerreschi, Music, Lavagnino, Zigaina, Strazza, Gruccione, Repetto, Sturla, R. Ferrari, Vangi…) .. con fedele preziosità amicale espone una scelta di opere di Ferroni .. (sedici disegni e tecniche miste dal 1980 alla morte, dodici litografie ed acqueforti e .. due raffinati libri-cataloghi editi dalla galleria stessa ..  Franco Loi: “ Ferroni – Incisioni 1961/1982” .. Claudio Nembrini: “Ferroni – Di fronte al mistero” . .. )

“.. e c’è Ferroni, questo Stevenson che non ha mai viaggiato nei Mari del Sud, ma solo nel sotterraneo, nel suo studio senza luce del giorno ..”

(R. Tassi)

piccole carte umili da tenere in mano .. non grandi tele ricche di colori e materia .. una dimensione feriale .. graffi di un’anima ferita .. la resistenza di un silenzio in tempi imbarbariti e impoveriti ..

la sua pittura, l’incisione e il disegno sono di un interno ridotto ad una stanza .. a volte il solo muro dello studio .. dove gli oggetti di lavoro, i barattoli, una scodella, qualche bottiglia, un tavolo, un letto, uno straccio .. fanno Natura morta .. La luce della solitudine .. Nella luce-Polvere .. Pavimento, sedia, luce .. Rivelazione .. ..

 

dipinti a olio in punta di penna .. grigio matita illuminato come madreperla .. forma assoluta, nitida, intoccabile .. limpido ed allo stesso tempo enigmatico, misterioso ..

il vuoto, la solitudine, la malinconia, l’assenza, l’attesa ..

quel “puntinismo” .. una necessità .. un arrestare il tempo .. con tenace lentezza ..

quel controllo minuzioso .. quell’aura di sacralità dei suoi “altarini laici” ..

“.. Siamo soli, ecco la constatazione terribile e primaria, soli, per sempre; e, chissà, soli da sempre. .. il tranello vero, primo e assoluto – sembra dirci, ora, Ferroni – è la vita stessa. .. La sua scommessa, ora, è ben più alta; poiché, ora, la trama non si stende fra presente e passato, bensì tra presente ed eterno. ..”  

(G. Testori)

nell’insistenza delle sue visioni .. il suo modo di conoscere il presente .. scoprire con lucida furia sempre lancinanti particolari ..

il nulla per andare oltre la vita ..

pagine mistiche di un calvario laico .. pagine quotidiane e silenziose di un asceta, di un prigioniero .. pagine di dolorosa consapevolezza delle infinite offese del tempo, della storia .. pagine che trasfigurano il più agghiacciante squallore .. pagine vicine all’incandescenza ..

“.. Mi sento un po’ come un San Girolamo che nel deserto, nel vuoto totale, cerca un senso in sé e in Dio. Ma io non ho Dio. .. .. Luce e ombra sono i protagonisti essenziali del mio lavoro. Gli oggetti sono puri alibi per creare questo mistero della luce e dell’ombra, dello spazio e della meraviglia per l’attesa di un miracolo che riveli una nuova dimensione del mondo e delle cose. ..” 

(G. Ferroni)

.. tentando ricava .. nel piovigginare di polvere ..

.. tramature impeccabili .. in una bellezza della finitudine ..

.. un canto sembra risuonare .. (Chet Baker .. Coltrane .. Thelonious Monk ..)

.. che succede nel corpo di chi guarda? ………………………….

 alla Galleria Bambaia, Busto Arsizio, fino al 15 aprile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2007
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