«Stanchi di stare in un consiglio comunale ostaggio del sindaco»

I Democratici di sinistra attaccano la maggioranza secondo loro colpevole di aver naturalizzato il ruolo dei consiglieri comunali

Riceviamo e pubblichiamo

Chiediamo rispetto delle persone e delle istituzioni, senza le quali non è possibile alcun confronto serio ed un dialogo costruttivo anche da posizioni diverse.

 Facciamo  questo appello  alla città  perché siamo stanchi di stare in  un consiglio comunale ostaggio del Sindaco e della maggioranza di centro destra, non certo luogo di rappresentanza di tutti i cittadini

In diverse occasioni   i consiglieri di maggioranza , giungendo con comodo e a proprio piacimento in consiglio,  non hanno rispettato  i tempi e gli orari di convocazione dell’assemblea comunale  dimostrando pertanto  di considerare le minoranze, sempre presenti,   di scarsa rilevanza al fine della conduzione del consiglio stesso e ritardando  l’inizio reale dell’assemblea  anche di un’ora..

Già da tempo  alcune  azioni di  modifica dello Statuto hanno  ridotto all’osso i tempi di intervento dei consiglieri comunali anche su tematiche di notevole importanza per la città quali il bilancio di previsione ; spesso gli interventi dei consiglieri di opposizione sono drasticamente interrotti e  le commissioni  consiliari  hanno  lavorato saltuariamente e non  per analizzare e discutere anticipatamente i temi che sarebbero stati poi portati in consiglio comunale Questa  è la  partecipazione tollerata da AN, Forza Italia e dai rappresentanti rimasti della ex  lista civica del Sindaco. Peccato però che essa  si scontri con un altro metodo di partecipazione  che viene invece utilizzato nell’ assegnazione delle nomine negli incarichi di controllo e di presidenza  dei vari enti istituzionali di nomina comunale  (ente morale, multiservizi…). Qui non si bada al numero delle persone da proporre e da fare eleggere, e non si  documentano competenze e curricula, accontentando in modo clientelare chi è stato “trombato “da un altro posto di consigliere o di assessore….

Così il consiglio comunale non è più da tempo il luogo di rappresentanza  degli interessi collettivi mentre rileviamo una presenza quasi militare quando sono in discussione interessi  di soggetti particolari: in questo gioco rientrano anche le dimissioni (forzate) dell’assessore Cairati , l’entrata di Gilli in Forza Italia ha accelerato la  redistribuzione di cariche  di potere che hanno  estromesso a forza l’anello più debole .ma è continuato lo scempio in consigli di amministrazione con la retribuzione di denaro pubblico a personaggi  privi di competenze.accertate.

Questa  distribuzione di posti remunerati con risorse della collettività sono, secondo noi, uno spreco elargito per placare voci dissonanti. In questa situazione alcune forze politiche della maggioranza stanno vendendo la loro autonomia : di che cosa si può vantare AN , ha riconquistato l’assessore che aveva perso, qualche posto in qualche consiglio di amministrazione per qualche suo adepto , ma alla fine non sta modificando  di una virgola l’asse  della giunta e  della maggioranza  che si è riconsolidata per poter garantire ai soliti noti  (costruttori) di portare avanti i propri interessi privati. Così in questa situazione i problemi dei cittadini sono ritornati in fondo all’agenda politica: di ospedale non se ne parla più, la viabilità è al collasso l’inquinamento sale… non mancano mai però le parate e le cerimonie ufficiali per inaugurare qualche fiore all’occhiello del sindaco non riuscito tanto bene…

Tutto come prima in attesa che si compiano gli ultimi scempi sulla città

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2007
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