“Sui risparmi gli italiani sono stati scottati”

Tfr e previdenza complementare al centro di un incontro dell'Insubria e dell'Osservatorio credito e finanza della Camera di commercio

Il termine per decidere cosa fare del proprio Tfr è sempre più vicino ma sembrano essere ancora  pochi i lavoratori con le idee chiare. «Dai dati provvisori ci risulta che finora la tendenza più comune è quella della non scelta o meglio, di preferire l’azienda piuttosto che la previdenza integrativa». A parlare è Rossella Locatelli, preside della Facoltà di economia dell’Insubria di Varese e direttore del Creares (Centro di ricerca su etica negli affari e responsabilità sociale), che nel pomeriggio di ieri, alle Ville Ponti, ha aperto un convegno organizzato dall’ateneo varesino in collaborazione con l’Osservatorio credito e finanza della Camera di commercio. «Stiamo affrontando un tema complesso e articolato – ha spiegato la preside -, una riforma che si è resa necessaria dall’andamento demografico del nostro paese e dal bisogno di rinnovare i meccanismi che erano alla base del sistema pensionistico pubblico».
Di riforma e di integrazione della pensione pubblica in Italia si è iniziato a parlare agli inizi degli anni Novanta: «È stato un percorso lungo e delicato perché le implicazioni del cambiamento che si stava mettendo in atto toccavano alcuni punti di equilibrio che andavano dal patto intergenerazionale al ruolo della famiglia e che proiettavano i loro effetti sui mercati finanziari». In merito alla “liquidazione” del lavoratore la scelta si gioca infatti tra azienda e fondi pensione ma per il lavoratore non si tratta di un’alternativa semplice da definire. «Gli italiani sono stati scottati e ora ci pensano bene prima di affidare ad altri i propri risparmi – ha commentato Elsa Forleo, direttore del Cerp (Center for research on pensions and welfare policies) -. Stiamo parlando di un popolo di risparmiatori per tradizione ma sulla previdenza integrativa non è stata data una cultura di base adeguata. Sono in pochi i cittadini davvero informati su questo argomento e la tendenza che si è diffusa non aiuta a decidere in modo consapevole: qualcuno ha definito i fondi pensione come una sorta di soluzione miracolosa altri invece li hanno demonizzati creando così solo una grossa confusione. La verità sta nel mezzo, dare credito alla previdenza integrativa vuole dire diversificare i propri risparmi, e i rischi, tra pubblico e privato: in altre parole non lasciare le uova nello stesso paniere. È un’opportunità che aspettiamo da tanto ma che dobbiamo sfruttare al meglio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2007
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