Trapianto doppio “pasquale” all’ospedale di Varese

Ben due di queste complesse operazioni si sono svolte in Italia nel giorno di festa: a Udine rene e fegato, a Varese rene e pancreas. E se quella di Udine è un primato per loro, quella di Varese è la conferma di un record e di un'equipe che lavora al top

Due trapianti combinati, ciascuno di due organi, sono stati effettuati nel giorno di Pasqua negli ospedali di Varese e Udine: a beneficiarne due malati sieropositivi al virus dell’Aids, che erano in lista di attesa da tempo.
Il paziente varesino ha ricevuto un rene e un pancreas, il paziente ricoverato all’ospedale di Udine un rene e il fegato: per quest’ultimo, si tratta del primo intervento combinato di questo genere realizzato in Italia su un paziente sieropositivo.

Per portare a compimento il doppio trapianto, il personale varesino ha compiuto uno sforzo che si può definire senza difficoltà eccezionale: hanno lavorato a Pasqua, in pieno trasloco,  con un’equipe che riuniva insieme medici ospedalieri e universitari in perfetta armonia, svolgendo un’operazione particolarmente complessa considerato non solo che si trattava di un doppio trapianto simultaneo, ma anche che si stava operando su di un paziente affetto da Hiv con le complicazioni gestionali del caso.

"Il paziente, una quarantina d’anni, aveva una insufficienza renale cronica ed era diabetico insulinodipendente. Proveniva da un’altra regione, perchè quello di Varese è l’unico centro in italia operativo per questo genere di trapianto – spiega il professor Paolo Grossi, infettivologo varesino e, per il centro nazionale trapianti, coordinatore del protocollo per i soggetti con infezione HIV – A operare, l’equipe di Renzo Dionigi, coadiuvato dal professor Patrizio Castelli e professor Ugo Boggi (proveniente dall’università di Pisa), per il trapianto di pancreas. E da Gianlorenzo Dionigi, dal professor Matteo Tozzi e dalla dottoressa Giussani per quanto riguarda il trapianto del rene. Anestesista il professor Rino Cuffari, coadiuvato da dottor Bacuzzi, mentre per gli aspetti nefrologici e alla gestione della terapia immunosoppressiva dal dottor Donato Donati oltre a me, per la parte di mia competenza".

Un trapianto, quello varesino, che aveva già un precedente da record, siglato il 20 gennaio 2006: un paziente sieropositivo aveva ricevuto un rene e un pancreas con una operazione durata sette ore guidata dal professor Renzo Dionigi, primario di chirurgia nonchè rettore dell’Università dell’Insubria. Allora, si era trattato del primo caso in Italia e il secondo al mondo per tipologia di paziente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 aprile 2007
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