“Troppi sprechi per quel tratto di pista ciclabile”

Il capogruppo di Ulivo Alleanza per la Provincia Gianpietro Ballardin torna sulla realizzazione del tratto cazzaghese del percorso ciclopedonale

I lavori al tratto cazzaghese della pista ciclabile sono (quasi) finiti: il sottopasso è stato aperto e reso agibile con una rampa che affianca la scalinata che tanti dubbi suscitò negli scorsi mesi. Manca ancora il servoscala per i disabili, ma arriverà presto, assicurano a Villa Recalcati. A sollevare dubbi e perplessità è però il peduncolo pedonale (ovvero il sentiero) che collega la provinciale 36 al centro del paese: opera per molti versi meritoria perché fa scoprire a chi si spinge fino a Cazzago Brabbia le bellezze del piccolo centro sul lago di Varese, a partire dai Giazér (le antiche ghiacciaie) fino al bel lungo lago. Per anni però cittadini e non si sono sentiti ripetere che non era possibile che la pista passasse per il paese, che in quel caso ci sarebbero stati problemi di viabilità e rischi di incidenti, che l’unica soluzione era far passare pedoni e ciclisti lungo la strada provinciale 36, che i miracoli non si potevano fare 

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Pista ciclabile, il tratto cazzaghese 4 di 38

Poco prima di Pasqua poi la Provincia ha dato il via libera ai lavori per la costruzione del peduncolo pedonale, aggiungendo altri 24 mila euro ad una spesa già sostanziosa di 1.130.000 per i circa 4 chilometri di percorso ciclabile, più altri 98 mila per il rifacimento delle rampe in corrispondenza dei due attraversamenti sotterranei, inaugurati lo scorso settembre e poi distrutti e ricostruiti per l’evidente errore di valutazione della pendenza obiettivamente troppo ripida e degli ostacoli per mamme con passeggino e disabili in carrozzina.  

A chiedere conto di queste spese è ancora una volta il consigliere provinciale dell’Ulivo Gianpietro Ballardin: «Noi la questione l’abbiamo sollevata più volte – spiega -. Ci hanno risposto che non si poteva fare altrimenti, salvo poi spendere altri soldi per fare quello che chiedevamo noi: far passare la pista per il centro del paese, valorizzando le bellezze turistiche del luogo. Ci si poteva pensare prima, spendendo molti meno soldi dei contribuenti. Abbiamo detto sempre che difficoltà tecniche non ce n’erano, ora ne abbiamo la dimostrazione: a questo punto si è creato un ibrido che crea solo confusione, tutto perché non si sono volute ascoltare le istanze di chi aveva avanzato dei dubbi a suo tempo».  

L’iter di questo tracciato è stato esplicitato più volte: il Comune di Cazzago Brabbia, allora guidato dal parlamentare leghista Giancarlo Giorgetti, decise di presentare alla Provincia la proposta del tracciato lungo la provinciale 36,  nel 1997, mentre i lavori partirono nel maggio 2006 per essere parzialmente conclusi lo scorso settembre in occasione di "Abbracciamo il Lago" e definitivemnte terminati a Pasqua, pochi giorni fa: «Si è scelto di far correre la pista su un tracciato che non costeggia il lago a costi doppi rispetto a quello che si sarebbe potuto fare  - chiosa Ballardin -: altre possibilità non sono nemmeno state prese in considerazione. E sul fatto che i disabili abbiano ora accesso alla pista ho i miei dubbi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2007
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