Un incontro sul “problema irlandese” a Villa Tovaglieri

Organizza Azione Giovani per sabato 14 aprile, relatore Paolo Gulisano. E nella presentazione spunta una citazione di Lenin

Riceviamo e pubblichiamo

Il circolo bustocco di Azione Giovani propone per Sabato 14 Aprile alle ore 16, presso la sala conferenze di Villa Tovaglieri, il secondo incontro del ciclo "Autodeterminazione dei Popoli: principio supremo ed irrinunciabile" che avrà come tema: "EIRE-IRLANDA DEL NORD: Due Stati, Un’Isola, UNA NAZIONE ". Il relatore dell’evento sarà il dott. Paolo Gulisano (autore del libro "L’isola del destino; storie, miti e personaggi dell’Irlanda medievale").

Presentazione 

La colonizzazione inglese ebbe inizio nel XII secolo, ma l’occupazione vera dell’isola, attraverso guerre di sterminio e il trapianto di coloni inglesi e scozzesi in Irlanda, occuperà in realtà tutto il XVI e il XVII secolo. Se nel 1641 i cattolici detengono il 59% delle terre irlandesi, nel 1714 ne possiederanno solo il 7%. I contadini, scacciati dalle loro terre, soprattutto nel nord est (Ulster) e nel sud est, furono costretti a spostarsi nelle contee più occidentali e vennero sostituiti con i coloni della Gran Bretagna.

La creazione di questa nuova base protestante doveva servire a formare una minoranza artificiale, leale alla monarchia britannica. L’intera strategia dell’imperialismo britannico si basava e si baserà sulla politica del “divide et impera”, cioè “dividi e comanda”.

All’inizio del Settecento, dopo il definitivo trionfo della monarchia inglese, la maggioranza della popolazione irlandese fu colpita da una serie di dure leggi restrittive. Queste stabilivano che un cattolico non potesse ricoprire incarichi pubblici, votare, arruolarsi nell’esercito e, soprattutto, comprare appezzamenti di terreno. L’effetto di queste misure, e di tutte le altre prese dall’imperialismo inglese che aveva come religione di Stato l’anglicanesimo, nei secoli a venire, fu quello di portare la massa della popolazione ad identificarsi con la religione cattolica come sinonimo d’identità nazionale.

L’Irlanda doveva rimanere una colonia ad economia quasi esclusivamente agricola, una riserva alimentare per lo sviluppo industriale della Gran Bretagna. Lenin descrisse così questo processo: “la Gran Bretagna deve il suo brillante sviluppo economico e la prosperità della sua industria in larga misura al trattamento cui ha sottoposto i contadini irlandesi, trattamento che ricorda i crimini della Saltycika, proprietaria di servi della gleba in Russia”. L’Inghilterra prosperava, mentre l’Irlanda deperiva e continuava ad essere un paese puramente agricolo, arretrato e semiselvaggio, un paese di miseri contadini fittavoli.

Nel 1801 l’Atto d’Unione unificherà Irlanda e Inghilterra in un solo regno, diretta conseguenza della sconfitta di tre anni prima. Uno dei suoi effetti fu l’abolizione delle tariffe protettive votate dal parlamento irlandese, che determinò l’atrofia delle nascenti industrie dell’isola. L’attività produttiva fu limitata alla sola agricoltura. Allo stesso tempo si approfondivano le divisioni settarie, con l’istituzione dell’Orange Order, un’organizzazione reazionaria protestante esistente ancora oggi.

Durante il XX secolo gli avvenimenti in Irlanda sono stati sempre più frequenti spesso speranzosi spesso tragici: dalla conferma del partito cattolico nazionalista, il Sinn Fein di ispirazione socialista, alle stragi impartite dagli inglesi come il Bloody Sunday. Non si possono dimenticare nel ‘19 la costituzione dell’esercito repubblicano irlandese, l’IRA, il trattato con gli inglesi del ?21 dove si sancì la spaccatura dell’isola in Irlanda del Nord (britannica) e lo Stato libero di Irlanda; questo ultimo evento provocò una fratricida guerra civile e la scissione dello stesso Sinn Fein con un De Valera contrario agli accordi stretti con gli inglesi.

Oggi la situazione sembra meno caotica e anche se ufficialmente nel nord l’IRA ha deposto le armi, ci sono ancora degli scontri o degli omicidi politici, che però prontamente il governo inglese minimizza. La speranza che un giorno l’Irlanda possa riunirsi in un unico stato si affievolisce col passare del tempo o potrebbe diventare realtà? Se è vero che la corona inglese non ha mai forzato la mano arrivando ad un genocidio proprio perché era al centro dei riflettori è anche vero che l’ONU non ha mai espresso una posizione forte nei confronti degli inglesi, perché?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2007
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