Una giornata in ricordo di Primo Levi

Lunedì 16 aprile la compagnia AT.Theatre porterà in scena al Teatro Sociale il recital "Se questo è un uomo" della regista bustese Delia Cajelli

Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case, / Voi che trovate tornando a casa / Il cibo caldo e visi amici / Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per mezzo pane / Che muore per un sì e per un no. / Considerate se questa è una donna, / Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare. Vuoti gli occhi e freddo il grembo. Come una rana d’inverno. […] Meditate che questo è stato: / Vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore / Stando in casa / andando per via, / Coricandovi alzandovi; / Ripetetele ai vostri figli […]».

Anche quest’anno i versi di Primo Levi (Torino, 31 luglio 1919 – 11 aprile 1987), posti in apertura del romanzo Se questo è un uomo, quale invito ai contemporanei e agli uomini di domani a mantenere vivo il ricordo della Shoah, risuoneranno nell’emiciclo del teatro Sociale di Busto Arsizio. Non in occasione della Giornata della memoria, come è avvenuto negli ultimi cinque anni, ma per ricordare il ventennale dalla scomparsa dello scrittore piemontese, che tutto il mondo – da Torino a New York – commemorerà nella giornata di mercoledì 11 aprile 2007.

Nel pomeriggio di lunedì 16 aprile, a partire dalle 14.30, la compagnia AT.Theatre di Busto Arsizio porterà, infatti, in scena il recital Se questo è un uomo che la regista bustese Delia Cajelli ha tratto dall’omonimo racconto che Primo Levi scrisse, tra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947, per documentare la drammatica condizione degli ebrei nei campi di concentramento e per raccontare la sua stessa vicenda di deportato ad Auschwitz. Testimonianza eccellente, questa, del dramma della Shoah, insieme ad altri due testi  dello scrittore piemontese, di religione ebraica: La tregua (1963) e I  sommersi e i salvati (1986).

Lo “spettacolo”, che dal 30 aprile 1997 (data del suo debutto) viene ininterrottamente rappresentato in teatri e scuole del nord Italia, si configura come un documento-reportage dal lager, in cui attraverso parole, danze, canti yiddish e musiche del tempo, quali Il vecchio e il bambino e Lili Marlene, si viene condotti alla scoperta dei ritmi di vita e delle storie di chi è stato prigioniero nelle fabbriche della morte del regime nazista, di chi è sopravvissuto e ha potuto raccontare l’orrore del folle «piano hitleriano di epurazione della razza ebraica», ma anche dei tanti che non hanno fatto più ritorno alle proprie case.

A portare in scena la riduzione drammaturgica del testo di Levi, passato alla storia come «uno dei libri più alti sull’inferno dei lager», saranno Ambra Greta Cajelli, Davide De Mercato e Gerry Franceschini, sotto la regia e con la guida storica di Delia Cajelli.

La rappresentazione, che sarà seguita da un dibattito con gli interpreti e la regista, rientra nel programma di una giornata di studi, intitolata Io mi ricordo…Per non dimenticare (Viaggio all’interno di Se questo è un uomo di Primo Levi), che prenderà il via in mattinata, alle 10.15, con un incontro con lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion, affermato studioso dell’ebraismo in Italia e responsabile delle pubblicazioni scientifiche dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti di Torino, a cui si devono vari saggi sulla figura dell’autore della raccolta di poesie Ad ora incerta, da Primo Levi e Se questo è un uomo (Torino, 1993) della Loescher editore a Primo Levi: il presente del passato (Milano, 1991) e Primo Levi per l’Aned. L’Aned per Primo Levi (Milano 1997) di Franco Angeli, sino al recente Notizie su Argon. Gli antenati di Primo Levi da Francesco Petrarca a Cesare Lombroso (Torino, 2006) di Instar libri, oltre al prestigioso commento al romanzo Se questo è un uomo nel cd rom numero 10 della Letteratura italiana Einaudi (Torino, 2000).

Alberto Cavaglion, autore di numerosi saggi sugli eventi della seconda guerra mondiale come Le interdizioni del duce. A cinquant’anni dalle leggi razziali in Italia (1938-1988) (Claudiana, 1988) o La resistenza spiegata a mia figlia (L’ancora del Mediterraneo, Napoli 2005), è attualmente impegnato con Elisabetta Ruffini nell’allestimento della tappa italiana della mostra Primo Levi. I giorni  e le opere, che inaugurerà nella serata di martedì 17 aprile al Museo diffuso della Resistenza di Torino: un percorso –  attraverso fotografie, immagini video e riproduzioni di documenti – teso a indagare le diverse “facce” di Primo Levi, intellettuale e scrittore, chimico e testimone.

L’incontro al teatro Sociale, inserito nelle manifestazioni organizzate dal comune di Busto Arsizio in occasione del 25 Aprile – Giorno della liberazione, offrirà anche l’occasione per presentare il libro  Notizie su Argon. Gli antenati di Primo Levi da Francesco Petrarca a Cesare Lombroso, recentemente pubblicato da Alberto Cavaglion per i tipi della torinese Instar Libri, libro del quale la compagnia AT. Theatre donerà una copia a tutti gli insegnanti che prenderanno parte, con i propri studenti, alla giornata di studi del 16 aprile. 

L’ingresso è libero. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la segreteria del teatro Sociale, in orari d’ufficio (dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00), allo 0331 679000.

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2007
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