Vandali e poca acqua: la fontana diventa una fioriera

Una serie di danni da parte di ignoti ha obbligato l'amministrazione comunale a non riaprire la fontana di piazzale san Giovanni Bosco

Una fontana che invece di zampillare acqua sembra una fioriera, piena di terriccio fino all’orlo (vedi foto). La notizia arriva come una segnalazione da parte di Ermanno Porrini, capogruppo consiliare della minoranza di Brebbia delle Libertà: «La fontana, progettata con l’intento di ricordare  un vecchio corso d’acqua che scorreva nei pressi, si trova al centro del piazzale San Giovanni Bosco, recentemente sistemato nell’ambito di un intervento che complessivamente è costato alla collettività circa 150.000 euro». Apparentemente, una storia di incuria e di sprechi. Ma dietro sembrerebbe esserci ben altro: una lunga storia di vandalismi che hanno portato all’esasperazione l’amministrazione comunale, fino a portarla a rinunciare alla fontana.

«La fontana è stata costruita dalla precedente amministrazione, un paio di anni fa circa. Una settimana dopo, i vandali avevano già danneggiato gli zampilli» spiega Rosella Barboni, primo cittadino di Brebbia. A partire da allora, ad ogni intervento di riparazione è seguito un nuovo vandalismo, fino a che l’amministrazione ha deciso di non ripristinare più la fontana, ma di trasformarla in una fioriera. «Si cerca di rendere Brebbia un paese gradevole per tutti, un motivo di orgoglio per tutti i suoi cittadini – continua amaramente il sindaco – e ad avere la meglio sono queste persone cui, evidentemente, non interessa nulla di vivere in una fognatura». Oltre alla fontana sono stati danneggiati diverse volte anche elementi di arredo della piazza, tanto che in programma c’è anche la messa in funzione di una telecamera: di notte è un continuo viavai di ragazzi che disturbano la quiete del vicinato.

La questione della fontana si inserisce anche nel quadro della penuria d’acqua, che l’estate scorsa ha colpito anche Brebbia. «Abbiamo chiuso la fontana proprio durante il periodo di siccità, insieme all’innaffiamento sotterraneo del verde intorno al comune e alla fonte della grotta di Lourdes. Poi ci siamo decisi a non riaprirla più e ad interrarla: prossimamente vi sarà sistemato uno strisciante verde, più resistente e, speriamo, a prova di vandalo».

In merito alla questione della siccità il sindaco ci ha parlato di diversi interventi di prevenzione, tutti tesi ad ottimizzare le risorse: pulizia straordinaria dei pozzi attuali, interconnessione con Bardello per ricaricare i pozzi in orari notturni, sensibilizzazione dei cittadini ma anche, ad esempio, del centro sportivo (le piscine hanno inziato a ricercare l’acqua in proprio, in un’ottica di autogestione), il rilevamento sulle perdite del territorio. In previsione c’è anche un accordo con il Ccr di Ispra, per avere la fornitura di acqua non potabile ad uso industriale (un progetto di 450.000 euro, cui contribuirà per il 50% la Regione), e il progetto di un piezometro per la ricerca d’acqua vicino ai pozzi, in modo da andare più in profondità e trovare più acqua.
Insomma, se la siccità dello scorso anno ha colto tutti impreparati, per i prossimi anni qualche arma in più dovrebbe esserci
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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2007
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