Varese per l’oncologia ora punta su Luino

Presentato un bilancio positivo e che sottolinea la solidarietà dei varesini. Ora l'obiettivo è avvicinare le cure ai malati di tumore del Luinese

Varese per l’oncologia cresce di anno in anno. Al di là dei numeri, come ha sottolineato il suo fondatore e presidente Gianni Spartà nella presentazione del bilancio avvenuta ieri venerdì 20 aprile a Villa Recalcati, di cancro si muore meno ma non per questo ci si ammala di meno. Da qui parte il rinnovato impegno che il giornalista ha voluto ribadire nella sua relazione a conclusione dell’anno. Dopo aver aiutato l’ospedale di Circolo e dopo aver creato un servizio di oncologia a Cittiglio l’associazione ora punta su Luino dove ci sono molti iscritti e dove c’è bisogno di un servizio di questo tipo. Avvicinare lo specialista al malato è l’obiettivo. Nella sua relazione di fine anno Spartà ha tracciato così il prossimo obiettivo per l’associazione che ormai conta 700 iscritti. Tornando, appunto, ai numeri Tommaso Grasso ha stilato un bilancio che vede l’associazione crescere non solo nelle tessere ma anche nella solidarietà. Lo stesso Spartà non ha potuto fare a meno di ricordare episodi di grande solidarietà che hanno visto protagonisti i ricercatori lasciati a casa dalla Vicuron che al posto di scioperare hanno donato 4000 euro all’associazione Varese per l’oncologia. Più di 200 mila euro il denaro movimentato nell’anno passato dall’associazione che si conferma, così, una costola fondamentale del sistema sanitario varesino nel settore oncologico grazie a progetti mirati e fondamentali per la crescita della ricerca e del miglioramento delle condizioni di vita del malato. 
Due gli aspetti sui quali il presidente Gianni Spartà ha posto l’accento nella sua relazione: "La prima: l’Oncologia con tutte le sue branche deve mantenere una posizione di primo piano nell’agenda degli investimenti della sanità pubblica e privata.
La seconda: quanti animano la trincea dell’associazionismo contro i tumori – e sono tanti, sempre di più a Varese – capiscano che se l’impegno di ciascuno è prezioso, preziosissimo, insostituibile, il lavoro di rete, coordinato, indirizzato, diventa indispensabile a mano a mano che le squadre crescono e si moltiplicano. Non importa chi è stato a lanciare per primo l’appello. Importa che molti di noi, se non tutti, prima o poi ci siederemo attorno a un tavolo comune per dare vita a una task-force del volontariato varesino in campo oncologico. Se non ora quando?".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2007
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