Via Gioberti, Farioli: «Niente promesse a vuoto»

Il sindaco garantisce una passerella ciclopedonale, ma nulla più. Gli abitanti: «Bloccheremo i lavori»

Sabato pomeriggio animato in via Gioberti, dove si è presentato puntuale il sindaco Gigi Farioli per ascoltare le ragioni degli abitanti del triangolo di case che resteranno di fatto chiuse fra le linee ferroviarie Rfi ed Fnm e il "raccordo X" che le collegherà. I lavori sono stati di fatto bloccati giovedì, e i residenti annunciano presidi e blocchi a oltranza se non gli si verrà incontro, salvando in qualche modo la continuità della strada che invece i lavori sono inesorabilmente destinati a tagliare. 

Preso il coraggio a due mani e presentatosi sul posto come promesso in una recente riunione di commissione, il primo cittadino ha animatamente (per usare un eufemismo) discusso con i residenti, astenendosi da ogni promessa che non fosse in grado di mantenere, alla presenza dei consiglieri comunali Antonello Corrado e Audio Porfidio (che nell’inedita veste di moderatore invitava alla calma) e e di rappresentanze di Rifondazione e Verdi – forze abbondantemente accusate da più parti di strumentalizzare la protesta, anche se non sarà certo la miserrima manciata di voti eventualmente guadagnati a fare la differenza alle elezioni provinciali. Farioli ha però garantito, questo sì, di impegnarsi per una passerella non più a scalini, come nel progetto inziale destinato scavalcare il raccordo ferroviario, bensì di tipo ciclopedonale. Chiaramente lo spazio non consentirà nulla di simile alle famigerate passerelle posizionate nell’area dei Cinque Ponti – per fortuna, sussurra più d’uno.

I residenti garantiscono battaglia dura: «Siamo disposti a tutto. Occuperemo la strada, bloccheremo i lavori» minacciano. «Dal 2003, quando abbiamo saputo del progetto, abbiamo mandato raccomandate a pioggia alle Ferrovie Nord, al Comune, senza mai ricevere risposta. Ultimamente abbiamo scritto alla Procura, alla Polizia locale, persino al parroco…» Manca solo la supplica al Presidente della Repubblica ai residenti e ai loro figli e nipoti, irati e decisi a non lasciar passare come niente fosse i lavori, che hanno provocato seri disagi, e che già progettano di sottoporre la questione alla trasmissione televisiva "Mi manda Raitre". «Un dirigente delle ferrovie parlava di "qualche metro in più" da fare: non è vero» contestano, chiedendo l’anonimato. «Qui ci lasciano a due chilometri di strada carrozzabile dalla civiltà». «Ci dicono che problemi tecnici impediscono di approfondire lo scavo, ma ho sentito benissimo tecnici delle ferrovie dire che il problema erano i costi, non la fattibilità» riferisce G. R., anziana ma dall’udito eccellente. «E ora ci sono case che per poco non franano nello scavo, fra cui alcune che sono state costruite abusivamente dopo che il raccordo era stato chiuso al traffico tanti anni fa… lo ricordo bene, è dal ’48 che siamo qui».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2007
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