Via Gioberti, ringraziamenti e “scuse” (ironiche)

Il capogruppo di Rifondazione Comunista Antonello Corrado ribadisce le motivazioni della politica fatta «in strada, fra la gente»

Riceviamo e pubblichiamo

A seguito della querelle che è nata dalla questione “via Gioberti”, vorrei fare alcune precisazioni.

Innanzitutto i ringraziamenti. Ai residenti e ai loro parenti. Al
Piero, a sua moglie, alla Luisa e a tutti quelli che ci hanno
interpellato. Credo sia stata una giusta attestazione di stima nei
confronti del sottoscritto e dell’attività che il mio Partito compie in
città. Loro sanno bene che noi non siamo moderati. Noi non stiamo zitti e siamo sempre presenti se veniamo a conoscenza di autentici scempi ambientali e sociali come la scelta di creare un “triangolo delle Bermude” in via Gioberti. Credo abbiano già bene inteso di aver scelto bene chi chiamare. Con loro proseguiremo la battaglia e domani andremo in Regione Lombardia per avere nuovi dati e nuovi contatti.

Dopo i ringraziamenti, le scuse.
Le scuse, ovviamente ironiche, dobbiamo girarle a quasi tutta la classe politica locale. Ebbene sì. Noi siamo diversi e questo a qualcuno ha dato molto fastidio.
 
Ma il problema sta alla base: è proprio il concetto di politica che ci divide. Noi crediamo che non si possa fare politica solo attraverso le vie istituzionali. Occorre stare in strada, tra la gente. Il mio amico
Enrico Salomi, Capogruppo UDC a Busto, ci chiama “movimentisti”. Ed ha pienamente ragione.
Noi stiamo dove ci sono i problemi, dove la gente lotta per i propri diritti. Lo abbiamo fatto con ACCAM, con le antenne per la telefonia di via Tolmino, per i lavoratori della Mizar, con la LAV contro la vivisezione, contro le guerre, per l’acqua pubblica e con tutte le giuste prese di posizione che la gente ha promosso per i propri diritti e per la propria salute.

Ovviamente chiediamo scusa a quelli che mai escono dal “palazzo” e che vedono strumentalizzazioni ovunque. Certo, anche noi siamo tenuti a fare una campagna elettorale. Ormai a Busto si vota ogni anno e tutti i Partiti sono chiamati a tenersi una fetta di elettorato; noi anche. Per sopravvivere e poter portare nei Palazzi della politica, le istanze della città, della gente.
Ma io chiedo a questi “grandi politici”, di uscire e di venire con noi. Per vedere di cosa la gente ha bisogno.

A furia di non sentire le vere istanze, si fanno poi gli errori che tutti vediamo e sentiamo in città.

Si fanno le passerelle “lunari” ai 5 ponti, si progetta la copertura del popolari allo stadio, si parla di radici giudaico-cristiane, quando la città chiede fognature, strade ben messe, periferie più considerate, più verde, un trasporto pubblico finalmente attivo e utile alla città. E chiede anche inclusione, per chi è immigrato, vive, lavora, paga le tasse a Busto.

Si risponde alle giuste richieste dei pendolari rendendogli a pagamento il parcheggio delle nord e non facendo nulla per un parcheggio alle FFSS.

La gente chiede da anni attenzione per gli animali ma non si ha cura neppure per le persone in difficoltà, lasciando ai servizi sociali le briciole del bilancio.

Ecco solo alcuni esempi di errori che si potevano evitare e di scelte che andrebbero riviste, in nome della vera partecipazione e del coinvolgimento della gente; non solo quando si vota ma sempre. Cosa che a Rifondazione Comunista è ben chiara. Noi continueremo a fare questo e chiunque abbia istanze ambientali e sociali da promuovere, si faccia vivo con noi.
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2007
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