Via Gioberti, si alza un polverone per far dimenticare il problema

Questo il punto di vista dei Verdi sulle accuse ricevute di strumentalizzare la protesta

Egregia redazione,

alcuni giornali hanno biasimato i residenti
di Via Gioberti di essere strumentalizzati dai partiti politici presenti
all’incontro con il Sindaco.

Probabilmente hanno ragione. D’altronde chi non rischia di
essere strumentalizzato nel complicato mondo di oggi? Voi giornalisti ben sapete
di essere tra i primi soggetti a rischio.

E comunque a chi si sarebbero dovuti rivolgere queste persone
visto che l’amministrazione si è sempre dimostrata sorda alle loro richieste?
Chi li doveva accompagnare nell’iter burocratico contro giganti come RFI e
Ferrovie Nord se non la loro amministrazione cittadina? Chi non ha voluto
rispondere nel corso degli anni alle loro numerose raccomandate di protesta
inviate anche al comune?

Ho l’impressione che tutte le argomentazioni di tono
preelettorale rischiano di ottenere un obiettivo comunicativo nefasto:
dimenticarsi di affrontare il problema sociale dei residenti e, cosa altrettanto
grave, dimenticarsi di affrontare il problema politico di chi, nelle
amministrazioni precedenti, ha preso delle decisioni così gravi a cuor leggero

senza tenere in minima considerazione i diritti dei residenti e i gravi danni
economici e ambientali a cui li avrebbe condotti.

Questi signori, a cui il concetto di partecipazione alle
decisioni è totalmente estraneo se non ostile, dovrebbero sapere che i residenti
del quartiere avrebbero accettato meglio ogni decisione se gli fosse stato
proposto per tempo di pensare a ragionevoli azioni di mitigazione di impatto del
progetto.

La mobilità è uno dei primi problemi della nostra regione così
ferita nel suo ambiente e il potenziamento della rete ferroviaria è certamente
uno degli obiettivi primari da raggiungere, ma tutte le opere, di comunicazione
e non, devono essere progettate tenendo conto dei criteri di dignità e rispetto
delle persone e dell’ambiente.
Cosa che fino ad ora non si è fatto, come in
molti modi si potrebbe dimostrare. Ad iniziare dallo scempio dei 5 Ponti a cui
la vicenda di Via Gioberti, del ponte di Via del Roccolo e Via Morelli, con la
loro selva di viadotti e sottopassi, inizia paurosamente a somigliare.

Cordiali saluti

Monica Malvestiti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2007
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