Whirlpool, un altro film dell’orrore. Perde in casa e getta la stagione alle ortiche

Varese-Montegranaro 66-77. La squadra di Magnano esce tra fischi e insulti dei tifosi dopo l'ennesimo crollo. Nessuno è innocente

Siamo alle solite. Siamo alle stesse condizioni che a Masnago vediamo da anni. Quando il gioco si dovrebbe fare duro, quando le squadre devono unirsi e salire di tono per lo sprint finale, Varese fa tutto l’opposto.
La squadra di Magnano cade, anzi crolla, anzi sprofonda contro Montegranaro giocandosi così gran parte delle speranze di accedere ai playoff. E lo fa nel modo peggiore, davanti a 4.000 persone che ogni anno si lasciano sedurre e abbandonare da un nome, quello della Pallacanestro Varese, che non merita tutto ciò. I tifosi hanno urlato alla vergogna, di vergogna ha parlato Magnano in sala stampa: forse è proprio questo l’unico sentimento che si sente al termine di una serata simile. L’allenatore ha certo una buona parte delle colpe, come ha ribadito nel dopo partita, magari pagherà. Ma con lui sono colpevoli anche tutti gli altri: preparatori, dirigenti e naturalmente giocatori. Ora ci sono sei partite da qui alla fine dell’anno e, incredibilmente, il calendario non condanna ancora Varese. Vediamo ora chi avrà il coraggio di onorare maglia (e soprattutto stipendio), e chi invece mollerà gli ormeggi una volta per tutte. Di innocenti, oggi, non ce ne sono.

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COLPO D’OCCHIO – Il caldo quasi estivo di Varese lascia qualche piccolo buco in tribuna, ma nel complesso Masnago si presenta a buoni livelli di capienza per accogliere una delle realtà più fresche ed emergenti dell’intera Serie A. In tribuna stampa va a sedersi anche il ct Recalcati, presenza sempre gradita da queste parti.

PALLA A DUE – Howell-Slay il duello iniziale sotto i tabelloni. Per il resto Magnano sceglie il solito quintetto base mentre Pillastrini schiera titolare il giovane Steffel e, a sorpresa, nessun italiano.

LA PARTITA Varese litiga con il canestro per i primi minuti di gara, rimanendo ancorata a quota zero fino al 3’ quando. La Premiata ne approfitta per filare a + 6 con due triple e una difesa reattiva che costringe la Whirlpool a tirare sempre allo scadere. Gli ospiti mantengono il vantaggio anche quando i biancorossi trovano i primi colpi d’acceleratore. Sgasate isolate, viste le colpevoli percentuali al tiro (4/20) e qualche scelta infelice. La prima sirena premia così i marchigiani, avanti 13-20.
Al 21’ Vitali è costretto a uscire per un colpo al volto, dal quale per fortuna si riprende di lì a poco. Fernandez riporta la Whirlpool a -5 prima, a -4 poi: scogli dal quale però si scivola ancora a causa di due canestri di Vitali. L’argentino pare essere l’unico a poter dar continuità all’attacco: sua la tripla del 28-31. Punteggio che la gestione di Keys nell’ultimo minuto non consente di arrotondare. Al 20’ è 28-33.

Carter e Keys, quasi in contemporanea, trovano finalmente due buone conclusioni che impattano il punteggio. Il sorpasso – l’unico della serata - è ancora di Keith che poi si fa valere anche in difesa. Montegranaro ribatte subito con Nikagbatse e Slay (35-39) e specula su una serie di sbavature varesine davvero ricca. E’ tutta la gara in realtà a riservare orrori cestistici, tra palleggi sui piedi e tiri che non prendono neanche il ferro. Ci vuole un raid di Keys a riavvicinare Varese, punita dal solito tiro da fuori di Slay. Negli ultimi 6” arrivano due liberi di Amoroso e un tap in di Galanda, convalidato nonostante fosse fuori tempo massimo (43-46).

IL FINALE – La Whirlpool spreca subito due palloni per il riaggancio e la Premiata riparte di slancio con Vitali e Slay (43-50). L’abisso arriva poco dopo, quando Howell sfiora un tiro libero regalando due punti agli ospiti, ora a +11. Qualcuno in tribuna inizia a inalberare proteste contro Magnano, la curva si siede e ritira gli striscioni, Vitali infila un’altra tripla tremenda. Le reazioni biancorosse sono più di rabbia che di cervello. Quando a 3’ dal termine Carter fallisce due liberi la partita è di fatto finita. De Pol e qualche compagno si attestano a Caporetto con in mano le ultime cartucce e la Whirlpool risale in verticale. A 1’20” Galanda realizza il 60-64 ma Childress non fallisce i liberi del +6. Qui finisce davvero perché la tripla di Keys arriva corta sul ferro e Thomas con i personali arrotonda. Finisce 66-77 e un risultato differente sarebbe stato ingiusto. Childress e Vitali sotto la Nord raccolgono applausi che devono essere stilettate verso chi allena e gioca con la maglia di Varese.

IL TABELLINO

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2007
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