Albergo a Lavena, presentate ai cittadini le modifiche

Il piano integrato d'intervento è stato illustrato proprio alla vecchia filanda. Accolte numerose osservazioni ma in molti lo criticano ancora

Il benvenuto ai partecipanti ci ha pensato a darlo Legambiente con lo striscione "Lavena non merita un ecomostro, salviamo la vecchia filanda". Così è iniziata la presentazione del nuovo progetto urbanistico, che prevede un albergo e un palazzo nei pressi dello stretto di Lavena, rivisto e corretto dopo le polemiche suscitate alla sua prima presentazione. All’epoca il sindaco neo-eletto Pietro Vittorio Roncoroni, promise un dialogo stretto con i cittadini accogliendo una serie di modifiche proposte tramite apposite osservazioni. Così, un anno dopo, il piano integrato di intervento è stato ripresentato oggi lunedì 15 ottobre proprio nel luogo dove verrà messo in atto.

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I cittadini non hanno mancato l’appuntamento alla ex-Tresa Plastic e si sono presentati in un centinaio per vedere con i propri occhi i pannelli esplicativi del progetto mostrati e spiegati dagli architetti Lucchesi e Mastromarino. Il ridisegno del progetto ha visto modifiche sostanziali alle opere accessorie ma non agli edifici che, secondo Legambiente, rappresentano un pugno nell’occhio dal punto di vista paesaggistico. Sia il sindaco che gli architetti, però, hanno sostenuto a più riprese che i nuovi edifici che sorgeranno non saranno più alti dei sedici metri del caseggiato esistente più alto; almeno in altezz, quindi, albergo e palazzo non supereranno i limiti attuali.  Le modifiche sostanziali hanno riguardato quello che viene definito Centro nautico: «Non ci saranno rombanti e opulenti motoscafi ormeggiati – spiega Roncoroni – abbiamo chiesto che solo 6 dei 30 posti barca potessero essere usati a tale scopo mentre troverà posto la canottieri Luino che ha bisogno di una sede anche qui sul Ceresio e molte barche a vela».

Dall’originario yacht club, come era indicato sul progetto, da oltre 60 posti barca si è passati a 30 con un solo pontile e non due come previsto. I canneti, santuario definito inviolabile da legambiente, non saranno toccati perchè vincolati e la passeggiata a lago è stata armonizzata con aree verdi. Quasi 100, inoltre, i parcheggi ad uso pubblico che verranno realizzati e non solo nell’area di Lavena ma dove ce ne sarà bisogno, come ha detto il sindaco, mentre la via Covini verrà allargata a 6 metri. Non sono mancate le critiche di Gianluigi Pozzi, ex-presidente della Pro Loco e avversario acerrimo del progetto:«Ci si riempie la bocca di turismo senza pensare che il paese non offre nulla ai turisti – ha detto Pozzi – mancano le strutture per il divertimento non i posti letto». La replica di Roncoroni non si è fatta attendere:«Non sono un esperto di turismo ma chi ne sa mi ha spronato a continuare sulla strada delle strutture ricettive per rilanciare il turismo».

La polemica è andata avanti con un botta e risposta, sempre civile se non amichevole, tra favorevoli e contrari nel cortile ricoperto di edera della filanda, ma un punto certo è stato ribadito: nessuno ha ancora dato il via libera al piano integrato d’intervento in quanto manca ancora il parere di una commissione sul paesaggio e dei vari livelli istituzionali come Provincia e Regione. Il cammino dell’albergo, dunque, è solo all’inizio in attesa di ulteriori valutazioni fondamentali perchè lo stretto di Lavena, angolo del Ceresio di rara bellezza, non venga stravolto ma arricchito da un turismo sano e consapevole della bellezza di questi luoghi.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2007
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