Alitalia: piano di sopravvivenza o piano di distruzione?

Nota diffusa dalla segreteria nazionale dell'Sdl

Riceviamo e pubblichiamo 

Il piano Alitalia, illustrato dal Presidente Prato alle organizzazioni sindacali, è stato definito dal manager un piano di “sopravvivenza e transizione”. 

E’ il sesto piano industriale in dieci anni che agisce sulla leva del risparmio anziché sulla leva dei ricavi, vero punto dolente della compagnia. 

Nel corso degli incontri di dettaglio sulle linee industriali è stato spiegato con chiarezza che la riduzione di aeroplani sul lungo raggio avrebbe riguardato “soltanto” un 767, portando la consistenza della flotta da 23 a 22 macchine. 

Fonti giornalistiche riferiscono che il presidente Prato si troverebbe ora ad affrontare una vera e propria emergenza operativa, in quanto la riduzione riguarderebbe da tre a quattro aeromobili, riducendo di circa il 20% la consistenza della flotta.

Se ciò rispondesse al vero assisteremmo al collasso della compagnia, già gravata da anni di gestioni fallimentari, il cui costo è stato scaricato interamente sulle spalle dei lavoratori. 

Viene spontaneo chiedersi su quale base si stia sviluppando lo “scouting” alla ricerca del potenziale compratore, si cerca di vendere una compagnia o il simulacro di essa? 

Rimaniamo in attesa di una tempestiva smentita, prima di dover concludere che è stato presentato un piano senza avere conoscenza dello stato reale della Compagnia: in tal caso, anziché preoccuparsi di disdette contrattuali in massa, è indispensabile che il Presidente Prato fornisca al sindacato l’esatto quadro della situazione. 

Alla luce di queste novità assume una diversa importanza la riunione già fissata con il Presidente per il 9 ottobre: in quella sede si dovrà chiarire sia la situazione della Compagnia sia i reali contenuti del Piano industriale. 

Segreteria Nazionale

SdL Intercategoriale Trasporto Aereo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2007
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