Amianto all’ex macello: «Vogliamo una risposta»

Lenzuolate di protesta da parte del Comitato Belforte per sollecitare la bonifica dell'area; i Ds promettono una nuova interrogazione in Consiglio comunale

Torna alla carica il comitato Belforte, nato a febbraio di quest’anno per denunciare le situazioni di degrado del proprio quartiere e sensibilizzare cittadini e istituzioni. Quest’oggi vicino all’ex macello civico sono comparsi dei lenzuoli di protesta contro il mancato smaltimento dell’amianto all’interno della struttura, sostanza cancerogena un tempo usata per la fabbricazione di eternit e altri materiali edili e che in Italia è stata vietata dalla legge 257/1992. «Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza sui problemi del quartiere, sabato e domenica vicino organizzeremo un gazebo per la raccolta firme – ci dice Renzo Dalle Fratte, promotore del comitato – Per tutta la settimana abbiamo intenzione di tappezzare tutta la zona di Belforte con decine di lenzuoli, per evidenziare lo stato di degrado».

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Amianto e degrado all'ex macello 4 di 7

I problemi sono gli stessi di sempre: sicurezza, inquinamento atmosferico e acustico, sporcizia, parcheggi selvaggi, che fanno sembrare Belforte il "Bronx bosino". E, appunto, la questione dell’ex macello civico e dell’amianto. «La struttura, abbandonata e fatiscente, è coperta da 4530 metri quadri di tettoie di eternit, che come è noto contiene amianto e secondo le normative deve essere smaltito per evitare danni alla salute – continua Delle Fratte – Da tempo abbiamo segnalato il problema all’amministrazione comunale, ma non abbiamo mai avuto risposta. Abbiamo scoperto che la nostra è una delle zone più cancerogene di Varese. In più, qui si trova anche la rimessa degli autobus cittadini: alla sera, quando arrivano tutti insieme dopo la fine delle corse, devono tenere accesi i motori in attesa che arrivino gli addetti per parcheggiarli all’interno… sono talmente vetusti che non li possono spegnere. Si può immaginare l’inquinamento che creano».

Solidale con la protesta Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale e segretario dei Ds di Varese: «Questo è solo l’ultimo episodio della protesta degli abitanti di Belforte: lasciati senza servizi e senza risposte, si sentono trattati come cittadini di serie B; si tratta di una mancanza gravissima da parte della giunta nei confronti di cittadini che rivendicano i propri diritti in modo civile. Dopo l’ultima interrogazione che abbiamo fatto in Consiglio comunale, ci è stato risposto che il problema sarebbe stato valutato con attenzione e sarebbe seguito uno stanziamento di 120/130 mila euro (per la bonifica dell’amianto occorrono attrezzature speciali, ndr), ma in realtà non è stato fatto nulla. Incredibile, se si pensa che già dal 1996 esiste un paino di smaltimento dall’amianto degli edifici».  Mirabelli promette altre mosse in Consiglio: «Prossimamente faremo una nuova interrogazione. Innanzitutto chiederemo  notizie più precise sullo smaltimento dell’amianto, perché i cittadini devono avere una risposta. Poi, metteremo  sul tavolo questioni come  quella del torrente Vellone, ormai una fogna a cielo aperto, del traffico in vial Belforte che nelle ore di punta raggiunge le 2200 auto all’ora,  i problemi  sulla pista ciclopedonale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2007
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