Anna Maria Testa: «Alle primarie voto Veltroni perché vince»

Un senatore, un deputato, una pubblicitaria di successo, un preside di facoltà riuniti a Villa Panza per sostenere la lista del Partito Democratico di Walter Veltroni

Un deputato, un senatore e due professori. La politica e la società civile si sono dati appuntamento nella Sala Imperiale di Villa Panza per presentare la candidatura alle primarie della lista Veltroni. Il Partito Democratico è questa roba qui: un mix tra quello che in politica c’era già e quello che ci sarà. Il deputato Daniele Marantelli e il senatore Paolo Rossi c’erano già, Anna Maria Testa e Giacomo Buonanno ci saranno. Nel 1996 Veltroni c’era già e passò da Villa Panza per la sua inaugurazione. Undici anni dopo, in quel luogo,  si parla di lui e del futuro politico dell’area progressista.

Marantelli e Rossi parlano da politici: con legittima passione e orgoglio, il primo elenca quello che il centrosinistra ha fatto per il territorio (università, ospedale, accessibilità a Malpensa, Pedemontana) e quello che è in progetto, ma soprattutto vanta la primogenitura del Partito Democratico, annunciato fin dal 1994  sulle pagine della Prealpina; il secondo parla della necessità di avere una politica «per» e non «contro», che sappia emozionare la gente. E per sostenere il suo pensiero scomoda uno zio parrucchiere in pensione a Manchester che, da Oltremanica,  vede la politica italiana come il tifo nel calcio.

Anna Maria Testa, esperta di comunicazione, ideatrice del simbolo dell’Unione e docente universitaria, rifiuta la politica «narcisa». Lei l’eleganza c’è l’ha tutta nel cervello e nella pulizia del linguaggio. Non era mai stata a Villa Panza e si guarda intorno con meraviglia. «Mi candido perché ritengo immorale lamentarmi senza muovere un dito. È immorale nascondersi dietro le ideologie per opporsi all’innovazione. È immorale comportarsi come dei bambini. Io penso che sia il momento di diventare adulti. Ho la freschezza di una donna di 54 anni che non crede che i giochi siano già fatti».

La Testa ha una bella testa, non c’è che dire. È una creativa, progetta campagne pubblicitarie, un lavoro che puo’ essere ambiguo e contraddittorio per chi mette davanti alla propria azione le parole etica e morale. Quando gli si ricorda che sul suo sito compare tra i committenti anche la Nestlé, replica secca: «Non ho mai fatto nessuna campagna per quella multinazionale, solo uno studio. E il fatto che sia sul mio sito personale, accessibile a tutti, è  motivo di trasparenza. Io nel 1988 ho scritto nel libro “La parola immaginata”  le regole che informano il mio lavoro, che non deve contraddire mai le mie convinzioni morali ed etiche». Risponde con lucido cinismo quando gli si chiede perché si candida nella lista di Veltroni: «Ho scelto Veltroni perché vince. Bisogna smettere di porsi domande che non hanno risposta».

Giacomo Buonanno, beneventano di origine e ingegnere per scelta, è il preside della facoltà d’ingegneria alla Liuc di Castellanza. Lui ha a che fare ogni giorno con  gli studenti e concorda con la collega di lista sulla mancanza di crescita dei giovani. I bamboccioni sono lo specchio del Paese che non vuol diventare adulto, anche se il professore non ha perso la speranza che lo diventi.

«Queste primarie sono un’occasione importante per essere protagonisti del cambiamento – dice Buonanno – ma i ragazzi hanno paura di impegnarsi e a volte in loro prevale la rinuncia. Ecco perché occorre insistere sulla formazione e sul sistema della formazione che azzera le diversità e quindi i processi di merito. Gli italiani accettano che ci sia un campionato di calcio di serie A, B e C, ma non accettano che ci siano professori, studenti e università di diverso livello. Ci vantiamo della creatività italiana,  ma per essere creativi il talento non basta, perché c’è creatività solo quando si ha una profonda conoscenza delle regole».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2007
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