Applausi e commozione per la prima di “Anita” al Sociale

Luino ha aperto le celebrazioni del bi-centenario della nascita di garibaldi con la proiezione del film alla presenza del regista, luinese d'adozione, Aurelio Grimaldi

Un teatro Sociale pieno di luinesi ha accolto calorosamente, ieri sera lunedì 29 ottobre, Aurelio Grimaldi affermato regista e scrittore vissuto a Luino dai 2 ai 19 anni. In occasione dell’apertura delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Garibaldi è stata proiettata l’ultima fatica del regista che ormai da anni vive in Sicilia, dal titolo "Anita – Una vita per Garibaldi". La pellicola, dopo una presentazione al festival del cinema di Sidney approda per la prima volta sul grande schermo in Italia proprio a Luino. Molti gli ospiti presenti alla serata organizzata dalla comunità montana Valli del Luinese, da l’Eco del Varesotto, comune di Luino, Società operaia di mutuo soccorso e Imf – 35esimo.

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Sarah Maestri, ormai affermata attrice, ha fatto da madrina alla serata mentre Davide Boldrini ha fatto da istrione annunciando sul palco gli ospiti da Angelo Aschei, professore del giovane Grimaldi, fino alle amiche d’infanzia del regista che l’hanno omaggiato con aneddoti dell’epoca liceale trascorsa a Luino. Il regista de "Il macellaio" e de "La donna lupo", nonchè scrittore del libro dal quale Marco Risi ha tratto il film "Mery per sempre", ha ricordato come la sua passione per il cinema sia nata proprio nella sala del Sociale quando era ancora un giovane adolescente col sogno di diventare scrittore. La serata è stata allietata dal cabaret di Nanni Svampa, dedicato a Garibaldi, e dai doni offerti al regista dal presidente della comunità montana Locatelli che ha donato una targa mentre il sindaco di Luino Mentasti ha regalato al regista il libro di immagini dedicato a Luino. L’ultima promessa  l’ha strappata Davide Boldrini che ha "costretto" Grimaldi a ricordare Luino nelle prossime interviste che farà.

Dopo le cerimonie d’onore finalmente è arrivata la proiezione della pellicola. La storia è autentica, come ha sottolineato lo stesso autore, e racconta gli anni brasiliani di Garibaldi quando, mentre guidava la rivolta degli "straccioni" brasiliani conosce Ana che diverrà Anita Garibaldi. L’intreccio della vicenda storica e amorosa tra i due prosegue fino al loro arrivo in Italia quando Anita muore alla giovane età di 27 anni e dopo aver dato quattro figli all’eroe dei due mondi, dopo una lunga e logorante malattia, nelle paludi di Comacchio, vicino Venezia. Complice la bellissima terra brasiliana il film appare riuscito per ambientazione storica e costumi mentre lascia un po’ a desiderare per quanto riguarda il tratteggio di Anita, forse per eccessiva aderenza alle testimonianze storiche, come donna combattente. Il film ha ricevuto un applauso di oltre due minuti dalla sala piena. L’appuntamento è, ora, con il convegno su Garibaldi a Luino, che analizzerà anche la possibilità che Anita sia stata al fianco del condottiero. L’ipotesi suggestiva sarà vagliata il 3 novembre prossimo a Villa Hussy alle 17.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2007
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