Attentati, Ariosto nega tutto: «Mai partecipato a incendi dolosi»

Interrogato per 5 ore dal gip in carcere presenta i suoi alibi e dice di non sapere nulla della sigla "Vdt"

«Non ho partecipato a nessun incendio». Sempre più misteriosa la vicenda degli incendi firmati “Vigilanza democratica territoriale”, attentati saltati alla ribalta della cronaca perché compiuti contro esponenti di destra indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla costituzione di un partito hitleriano. Carlo Ariosto, fratello di Stefania, è stato interrogato questa mattina (lunedì) dal gip Elena Ceriotti, alla presenza del suo avvocato Lucio Paliaga. La linea difensiva scelta dall’Ariosto è quella della estraneità totale alla vicenda.
L’arrestato ha dichiarato di avere diversi alibi, a conforto della sua tesi. Innanzitutto, il 28 luglio, giorno del rogo dal «Centro del lago» di Buguggiate, avrebbero partecipato a una festa di compleanno della sorella, passando la giornata con figlia. Per il secondo episodio, datato 8 ottobre, Ariosto sostiene che era sì in quel comune con il presunto complice, Alessandro Campesi, ma che era andato a Borgomanero per acquistare della merce, poi avevano deciso di fare una deviazione verso Rima S.Giuseppe per vedere un museo; avendolo trovato chiuso, i due erano ritornati a valle, e questo sarebbe il motivo per cui erano in zona.

L’accusato dice anche di non aver mai scritto lettere minatorie e di non aver utilizzato la sigla “Vdt” per compiere azione alcuna.

Nel corso dell’interrogatorio, durato ben 5 ore, lo stesso indagato ha confermato l’episodio da cui sarebbe nato l’astio contro i capi della cooperativa Rivendell, Francesco Lattuada e il suo amico (che non figura nella società) Rainaldo Graziani: un pugno in faccia rimediato per apprezzamenti a una cuoca , la sera del primo giugno. Secondo Ariosto lui fece da solo da paciere perché era stato il suo amico a parlare con la donna, così rimediò i pugni e uscì dal locale minacciando querela. Nulla di più. E anche sulla tentata estorsione, Ariosto dice che non fu lui a chiedere soldi a Graziani. L’avvocato Paliaga farà istanza di scarcerazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2007
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