Basta un poco di zucchero e il pop up va giù

La "protesta" di un nostro lettore ha scatenato un dibattito: la pubblicità è proprio necessaria anche su Varesenews?

Pubblicità sì, pubblicità no. Pop up sì, pop up no. La lettera di un nostro affezionato lettore ha, diciamo, "scoperchiato" una pentola.
Il tema non è nuovo, ma ciclicamente torna ed è oggetto anche di dibattiti in redazione.
La pubblicità, i banner sui siti disturbano chi sta cercando una notizia? Oppure sono a loro volta delle "informazioni di servizio"? La risposta non è semplice, ma tra quelle possibili c’è anche questa: la pubblicità a Varesenews "serve", così come agli altri mezzi di informazione, per raccogliere parte dei fondi necessari a retribuire il lavoro di chi al giornale lavora quotidianamente.
Ma siamo anche convinti che il messaggio pubblicitario possa essere "bello" o "brutto", gradevole o sgradevole, che possa trasmettere un’emozione o possa infastidire. Noi cerchiamo di usare dei criteri nelle scelte, cerchiamo di studiare soluzioni che accontentino i clienti e i nostri lettori. A volte ci riusciamo a volte no, ma ora come ora, dalla pubblicità noi, come i giornali, le radio, le televisioni, non possiamo prescindere.
Va detto inoltre, come qualche acuto lettore ha scritto, che questo consente a voi di leggere gratis e a noi di essere davvero liberi.
Ci sarebbe poi un’altra via d’uscita. La chiediamo a voi, che certamente avete più sensibilità e creatività di noi. Pochi sono finora riusciti a trovare la quadratura del cerchio (ovvero come garantire la parte economica del lavoro). Perché non lanciare un’altra sfida proprio da Varese? Come lo si può finanziare questo progetto?
Grazie a tutti quei 20mila che aprono le nostre pagine. Diventate ancor più protagonisti.
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Signor direttore,
passi la pubblicità statica su Varesenews, ma i popup potrebbe risparmiarceli per favore?
Grazie
Paolo Senaldi
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 Il mio antivirus mi blocca i pop up per fortuna, altrimenti di sicuro varesenews non sarebbe la mia homepage e probabilmente lo leggerei meno spesso. Penso che rinunciare ai pop up sarebbe un sacrificio per la redazione ma anche un bel gesto nei confronti dei lettori, specialmente di quelli poco informatizzati che non riescono a bloccarli.  Sui banner fissi invece non ho nulla da dire, tranne per quello che mostra un’orribile zanzara tigre nell’atto di pungere e che mi provoca talvolta un po di inquietudine.

Enrico Silvestri

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Caro direttore,
A proposito del nascente dibattito sulla (troppa?) pubblicità a Varesenews e la necessità di pagare i giornalisti, vorrei dirti pubblicamente quanto ti ho già detto in privato: io, tuo collega ma soprattutto tuo affezionato lettore, sarei disposto a pagare (una cifra modica) per leggere Varese News.
Il contributo non basterebbe certo per togliere la pubblicità, ma forse per contenerla un pochino, o per permettervi di fare ancora meglio quello che fate. E poi è una questione di principio: l’ informazione, se si vuole che sia buona, bisogna pagarla. Quella gratuita, a mio modesto avviso, è una fregatura. Chi paga un  abbonamento o un canone, al contrario, ha il diritto
di esigere certi standard. Sono il solo a pensarla cosi?
Tomas Miglierina
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Cari Amici della Redazione
sono un super utilizzatore del computer sia per lavoro che per diletto ma non sono un tecnico, so adoperarlo quanto basta. Oggi è scoppiata la polemica da parte di chi vi critica per le inserzioni pubblicitarie e debbo dirvi che questi lettori hanno proprio ragione, siete proprio esagerati! Ma a cosa vi servono quei quattro denari che raccattate? Voi non mangiate, non bevete, non pagate le bollette telefoniche ne la luce e tantomeno il riscaldamento, potrei continuare a lungo con l’elencare tutte quelle piccole necessità che servono agli umani per tirare avanti. Scherzi a parte, non per fare il bastian contrario, fate proprio bene a vendere spazi ed interventi pubblicitari, più ne vendete e più liberi sarete, più aumenterà il numero degli inserzionisti e meno condizionamenti riceverete. Grazie di esistere. 
Cordialmente  
Enzo Giampaolo Zuin
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Cara Varesenews,
il signor Senaldi non sa che i popup si posso bloccare.
D’altra parte è meglio non fare polemiche; un giornale libero come Varesenews ha bisogno di risorse, oppure preferiamo la stampa addomensticata e peraltro niente affatto gratuita che ci propinano praticamente tutto il resto degli editori italiani?
Più della gratuità a me di Varesenews piace il fatto che davvero si può parlare di stampa libera e nel caso della "nostra" testata on line si deve anzi essere contenti se riesce a stare sul mercato, altro che senza popup!  
Antonio di Biase

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Io personalmente non ho nulla in contrario alla pubblicità su varesenews, basta che non sia sottoforma di invasivi e fastidiosi popup, che sembrano scavalcare qualsivoglia filtro antipopup da me installato.

Mario G.

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Sig. Enzo Giampaolo Zuin
trovo inopportuna la sua ironia e mi schiero dalla parte del Sig. Senaldi.
Credo sia un mio diritto potere navigare in rete senza venire costantemente disturbato da popup , pur conscio delle necessità economiche di varesenews, il quale può finanziarsi attraverso pubblicità statiche non invasive o altri metodi .

Giorgio Manasseri
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Spett. Redazione,

io ho messo il filtro e i popup si sono bloccati.
A nessuno piace granchè la pubblicità, però se questa ci pemette di avere informazione libera a costo zero dobbiamo per forza di cose subirla. A meno che non ci si tassi  per contribuire alle spese che un giornale deve sostenere. Non vedo altri modi per permettere a un giornale di finanziarsi, se il signor Massanesi ne conosce qualcuno lo suggerisca, sono certa che il direttore ne terrà conto
 
Roberta L.

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Torno adesso dal lavoro e apro subito il mio giornale preferito;scopro che è in corso un dibattito sull’uso della pubblicità. A parte che i popup si possono bloccare è evidente che un giornale ha dei costi, quindi  credo siano  ben accette tutte le proposte che provengono dai lettori. D’altro canto se il signor Manasseri ha diritto di leggersi indisturbato il giornale, il nostro caro direttore e i suoi collaboratori hanno il diritto di mangiare.
 
Brusati Arianna

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Egregia redazione,
non sono i popup che devono preoccupare i lettori, bensi
la loro eventuale assenza che significherebbero per forza di
cose maggiori bavagli.

Ambrogio Biotti

Varesenews non è un miracolo è un lavoro, duro ma affascinante come spesso lo sono le avventure giornalistiche. Il giornale lo fanno uomini e donne, ragazzi e ragazze in carne d’ossa, gente che ha famiglia, progetti, speranze. Persone che devono guadagnare decentemente per poter far in tutta indipendenza il loro lavoro. Dunque si alla pubblicità purché non diventi la forza dominante del giornale e non sia lei a un certo punto a dettare, surrettiziamente, la linea del giornale. Un rischio niente affatto remoto se non si è fermi e vigilanti. Per questo sono d’accordo con l’amico e collega Tomas Miglierina: un piccolo abbonamento lo si potrebbe anche pagare proprio per preservare margini certi di libertà.
 
Cesare Chiericati
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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2007
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