Bilancio, Roma sarà ladrona ma anche Busto non scherza

Saranno finalmente pagati dal Comune, dopo ben due anni, gli spalatori dell'ultima nevicata; il ministero fa slittare di un anno i fondi per il sottopasso di Sant'Anna

Saranno finalmente pagati i dipendenti comunali che spalarono la neve nell’inverno 2006 e ancora spettavano il dovuto. Nella seduta del consiglio comunale di martedì sera si è infatti provveduto a sanare con apposita variazione un debito fuori bilancio di circa 24.000 euro relativo proprio al piano neve. «Nel deliberare il piano neve fu letto in modo sbagliato il contratto di lavoro» denunciava l’Ulivo con D’Adda, «solo oggi riusciamo a pagare chi ha lavorato, se questo è l’andazzo non meraviglia che Guardia di Finanza e Corte dei Conti si siano interessati all’amministrazione di Busto Arsizio». «Allucinante» concordava il colega di schieramento Grandi. «I cittadini che pagano una tassa comunale in ritardo devono sborsare anche la mora, e il Comune a questa gente, li dà gli interessi?» «Abbiamo fatto lavorare della gente senza avere a bilancio le risorse» sintetizzava infine Nicola Ruggiero, attuale presidente (ulivista) della commissione Bilancio. «Qui davvero la sinistra non sa quel che fa la destra, manca un controllo di gestione». L’Ulivo si è astenuto al voto per marcare la propria indignazione.

In seguito si è passati all’esame della variazione di bilancio vera e propria, in ritardo rispetto alla scadenza del 30 settembre (ma non dovrebbero esserci conseguenze). A questa era allegata una mozione d’indirizzo del presidente del consiglio Speroni che si può tradurre in questi termini: visto che Roma ci lesina i quattrini per le necessità concrete (vicenda tribunale, caserma nuova carabinieri, ecc.), inclusi quelli che già ci deve, limitiamo i nostri investimenti per edifici utilizzati da enti delle amministrazioni statali al minimo indispensabile previsto per legge, senza fare altro come abbiamo invece fatto in passato (vedi tribunale). Una sorta di "sciopero fiscale" rispettoso della legge, un ceffone alle lentezze governative, esacerbate dalle ricorrenti strette ai cordoni della spesa che vanno a colpire anche Busto. La proposta non è passata: è stata giudicata dall’Ulivo un esempio di «slogan propagandistici» che «ci fa scendere  a livelli davvero bassi» (Mariani); Alberto Grandi ricordava che «qui si pagano gli spalatori dopo due anni e poi si ha il coraggio di fare le pulci allo Stato». Farioli, da parte sua, ha fustigato il ministro degli interni Amato dichiarando che se necessario andrà a Roma al Ministero a far valere le ragioni di Busto, ammettendo poi che la proposta Speroni, pur politicamente sacrosanta, era amministrativamente impraticabile. Da qui il voto contrario di Forza Italia, e nonostante un emendamento "cosmetico" targato Ruffinelli, al voto la mozione andava sotto per sette voti contro diciassette.

Nell’intrecciarsi della polemica fra un Ulivo combattivo e la maggioranza riguardo alla variazione di bilancio, c’era un ruolo anche per il sottopasso di Sant’Anna, opera strategica e necessaria per riconnettere a ovest un quartiere nato semiisolato dalla ferrovia. L’oepra dovrà slittare di un anno: e mentre l’Ulivo attribuiva loslittamento alla cattiva gestione del bilancio comunale, l’assessore Girola aveva la risposta pronta: «manca l’ultima tranche di fondi ministeriali, prevista per quest’anno e poi rinviata». Sant’Anna può aspettare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2007
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