Bimbo investito, mamma multata: “Non era sulle strisce”

La sanzione recapitata dopo un mese. La madre non ci sta e protesta: "Non è per i soldi, è tutto semplicemente assurdo"

Un bambino investito per strada e la mamma che, oltre al logico spavento per l’accaduto, si becca anche una multa. È successo ad Azzate, a pochi metri dalla scuola elementare. Uno scooter un mese fa investì Matteo, figlio di sei anni di Raffaella Sbarra, mentre andavano insieme a prendere l’altra figlia della donna, Sara, che frequenta l’istituto scolastico. Oggi, mercoledì 31 ottobre, ha ricevuto a casa una multa di 35,60 euro. Ma  la signora non ci sta e denuncia quella che ritiene essere una grave ingiustizia. 

Il 15 ottobre scorso, mentre attraversava la strada con la mamma, Matteo si è liberato dalla presa ed è scappato proprio mentre sopraggiungeva uno scooter guidato da un ragazzo: il piccolo è stato investito, per lui qualche contusione e nulla più. Fin qui solo lo spavento con successiva corsa al pronto soccorso e fortunatamente nessuna lesione grave. Poi la rabbia. Gli uomini della Polizia Locale di Azzate, intervenuti al momento dell’incidente per le rilevazioni del caso, hanno contattato la donna una settimana dopo il sinistro e le hanno chiesto conto dell’accaduto. Oggi, ad un mese di distanza, la signora si è vista recapitare a casa una multa da 35,60 euro perché “il genitore del minore consentiva che lo stesso attraversasse la carreggiata senza servirsi dell’apposito attraversamento pedonale esistente a meno di 100 metri”. Anche il ragazzo alla guida dello scooter è stato multato per aver violato il codice della strada. Come detto, però, Raffaella Sbarra non ci sta e attacca: «Non è per i soldi, ma per la sostanza – spiega -. Il bambino era sulle strisce con me, la mia unica colpa è quella di essermelo fatto scappare, ma non accetto quanto riporta la multa. Non ho consentito al bimbo di andare in strada non essendo per mano, è assurdo che possano pensare ciò. Ho protestato ma mi hanno detto che è un atto dovuto: ora valuterò cosa fare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2007
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