Biocell center e la sfida delle staminali

Inaugurata la nuova struttura medica che ha per per amministratore delegato Marco Reguzzoni: assistenza per coppie e neonati

Busto Arsizio si proietta nel futuro della scienza medica. Il nuovo Biocell center, inaugurato venerdì al civico 125 di viale Stelvio, è una struttura privata d’avanguardia per l’assistenza alle coppie e ai loro neonati, da prima del concepimento fino all’anno di vita del piccolo, ma soprattutto per l’impiego delle cellule staminali, nuova grande frontiera medica. E ha un amministratore d’eccezione: il presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni, fra i primissimi a credere a questa sfida. Perché le tecniche di applicazione di questa nuova branca della medicina sono ancora in via di sperimentazione e perfezionamento.

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Biocell center sarà un centro “di secondo livello”, rivolto non solo ai privati cittadini, ma anche a medici e specialisti di tutti i settori coinvolti – dai genetisti agli andrologi, dai sessuologi ai neonatologi, affiancando pratica medica e ricerca. La sede di viale Stelvio racchiude ambienti accoglienti e apparecchiature modernissime: apparati per le ecografie in tre dimensioni, per la registrazione video degli esami, che potranno essere sottoposti via web a specialisti anche di altri Paesi; e ancora attrezzature da laboratorio all’avanguardia e una moderna banca criogenica all’azoto liquido per la conservazione del seme e delle cellule staminali.

Biocell porta avanti già da alcuni anni complesse ed importanti attività nel campo delle staminali, come isolare, far moltiplicare e conservare le preziose cellule, dotate di una “plasticità” in grado di renderle adatte ad una molteplicità di ruoli fisiologici e fortemente presenti nel liquido amniotico in cui i feti vivono e crescono fino al parto. Lo conferma il direttore scientifico della struttura, professor Giuseppe Simoni, luminare internazionalmente noto in materia di citogenetica: «Abbiamo stimolato cellule staminali a differenziarsi in cellule ossee, adipose o di cartilagini e tendini, negli Stati Uniti sono persino riusciti a differenziare cellule nervose. Il potenziale di queste tecniche per possibili impieghi terapeutici è enorme: di ogni individuo si potranno raccogliere e conservare le staminali fetali con una comune amniocentesi, per poi riutilizzarle, magari a decenni di distanza, in caso di necessità». Basti questo a far comprendere la posta in palio, scientifica ed economica, e l’importanza di centri come quello inaugurato oggi a Busto Arsizio, che al momento ha pochi rivali. «Questa è una struttura d’eccellenza, abbiamo specialisti di fama e un’équipe qualificata» conclude Simoni.

Per l’inaugurazione della struttura, privata e non convenzionata con la Regione, si è mosso un vasto schieramento di personalità: dal senatore Antonio Tomassini al sindaco Gigi Farioli, dall’europarlamentare (e suocero di Reguzzoni) Francesco Speroni ai vertici sanitari con il direttore dell’Asl provinciale Pierluigi Zeli e quello dell’azienda ospedaliera bustese Pietro Zoia, fino ai rappresentanti locali delle forze dell’ordine, e ancora esponenti della stampa locale (Marco Giovannelli, Roberto Ferrario), del consiglio regionale (Luciana Ruffinelli), del mondo imprenditoriale ed accademico (Antonio Colombo), per un elenco non esaustivo. Prima della benedizione, del rituale taglio del nastro e del tour della struttura, non sono mancati i discorsi di apprezzamento da parte degli intervenuti. «Un investimento per il futuro» è Biocell center per il sindaco Farioli. Il tema del futuro ritornava anche nelle parole del senatore Tomassini: «Biocell center è la dimostrazione che in questo territorio si vuole ancora fare impresa. Faccio i miei auguri a questo centro, la sua è la strada della medicina di domani» Vivissimi complimenti sono arrivati anche da Zeli e Zoia. Federico Maggi, procuratore della società e titolare dei laboratori TOMA di Busto Arsizio, partner di Biocell (insieme all’istituto di Medicina della Riproduzione di Lugano e alla clinica Sant’Anna di Sorengo (CH)), ha ricordato il ruolo di questi ultimi nello sviluppare le tecniche di isolamento delle staminali da liquido amniotico, osservando che se della farmacologia si sa ormai molto, davvero il futuro potrebbe appartenere alla terapia mediante utilizzo di cellule.

Del team di Biocell fanno parte Giovanni Colpi, primario andrologo al San Paolo di Milano, Massimo Agosti, primario di neonatologia al Del Ponte di Varese, Fabio Ghezzi, ginecologo dell’Università dell’Insubria, la ginecologa ecografista Maria Bellotti, lo specialista in procreazione assistita Marco Buttarelli, la biologa Patrizia Sagone, lo specialista in crioconservazione Massimiliano Manganini, la ricercatrice Elena Sanna, il medico del lavoro Stefano Taborelli ed altri medici e specialisti del territorio. Quanto alla struttura amministrativa, presiede il centro il biologo dottor Giancarlo Lonati. Il direttore sanitario è il dottor Giovanni Odorizzi; in più, i già citati consigliere e procuratore Federico Maggi e l’amministratore delegato Marco Reguzzoni.

Durante questo weekend Biocell center resterà aperto al pubblico dalle 9,30 alle 19 per due giorni di “Open day” e visita ai laboratori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2007
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