Bonomi: “Il management di Alitalia primo responsabile della crisi”

Duro e preoccupato l'intervento del presidente Sea alla assemblea di CNA Lombardia, che si è svolta alle ville Ponti

E’ un fiume in piena Giuseppe Bonomi, all’incontro sulle infrastrutture regionali organizzato a ville Ponti da Cna Lombardia. Ce l’ha con tutti e parla con una veemenza di chi affronta un argomento disperato, di chi sa già che non sarà ascoltato da nessuno. La situazione, per Alitalia, è tragica: ma se per la compagnia di bandiera le cose stanno così, non si può nascondere che le sorti di Sea non possono che subire perlomeno uno scossone, e Malpensa rischiare di cambiare completamente senso, mercato e destinazione d’uso.

«La scelta di ridurre l’offerta per i voli di Malpensa è assurda e il management di Alitalia negli ultimi anni ha avuto responsabilità gravissime – spiega l’ora presidente Sea, ma alcuni anni fa anche presidente Alitalia – togliere i voli è come chiudere uno stabilimento: apparentemente serve a risparmiare, ma in realtà i ricavi si contraggono fortemente, mentre i costi si contengono di poco. Per Alitalia queste scelte significheranno per esempio un miliardo di euro in meno di ricavi a fronte di un risparmio di costi pari a circa 150milioni di euro».

Le accuse al management sono durissime: «Ho sentito commentare così il passaggio a Fiumicino di alcuni voli a lungo raggio “che bello così l’anno prossimo andiamo da Roma a Rio per il carnevale con un volo diretto…” – attacca ancora Bonomi -. Il piano cosiddetto Prato è folle ma non è responsabilità sua, quanto del management che da sette-otto anni regge Alitalia, e l’ha portata dove è ora. Con un atteggiamento a dir poco irresponsabile». Fa persino nomi e cognomi dei manager, con una “lista di proscrizione” che l’assessore Cattaneo sottolineerà poi essere «l’unica parte del discorso del presidente Sea che non mi sento di sottoscrivere, che per il resto condivido in pieno».

Un piano che ha un solo punto finale. «Sono pronto a darvi appuntamento qui l’anno prossimo: se non entrerà un nuovo azionista in Sea, il 2008 un bagno di sangue per la compagnia che accelererà la fine inevitabile di Alitalia, cioè la procedura concorsuale – commenta il presidente di Sea -. Ma la cosa peggiore è che noi abbiamo provato ad interpellare i potenziali nuovi azionisti. Che ci hanno detto tutti non solo che non gradiscono questo piano, ma che con questo piano non sono nemmeno interessati a Malpensa».

E cosa farà Sea, in un quadro del genere? «Inutile nascondersi che il crollo di Alitalia avrà pesanti ripercussioni su Sea. Ma non si può dire che non ci siano aziende interessate al sedime: come avete saputo, sono in tanti ad essersi dichiarati interessati. Ma sono vettori low cost o interessati al corto medio raggio. Non è quello che spero da Malpensa. Ma io devo far quadrare i conti e alla fine cercherò di riempire più spazi possibili. Ma se gli spazi di Malpensa saranno occupati da questo genere di voli, il suo destino di Hub internazionale sarà irrimediabilmente perduto». Perchè un hub internazionale, non c’è storia, ha bisogno di un vettore primario, che si fa carico delle tratte più lunghe e impegnative «E quel vettore, mettetevi il cuore in pace, per Malpensa adesso non c’è. Non c’è adesso e non è prevedibile che ci sia per i prossimi due bilanci, cioè nei tempi utili per Malpensa».

Un quadro senza uscita, plumbeo, fatto di gente lasciata sola ad un destino cui non vogliono rassegnarsi. O almeno sembrerebbe.

«Il sindacato è felice di scoprire che finalmente il gestore dell’aeroporto voglia fare qualità e punti sull’aeroporto – ha commentato Flavio Nossa, della segreteria provinciale Cgil, esperto di Malpensa – In assoluta discontinuità, ci auguriamo, con la precedente gestione che invece lavorava sul basso costo e sulla qualità scadente. Però temiamo che l’ultima parola resti in capo alla politica: che deve decidere, aldilà delle sorti di Alitalia e nell’ambito della riclassificazione degli aeroporti e degli accordi bilaterali, quale spazio ha Malpensa nel piano del trasporto aereo nazionale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2007
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