Bonus bebè, vittoria in tribunale delle minoranze

Il gip del tribunale di Varese Giuseppe Fazio ha archiviato le posizioni di Alberto Costa e Riccardo Bertacco del gruppo "Democratici per Morazzone"

La vicenda del “bonus bebè” di Morazzone torna alla ribalta delle cronache. Quando nella primavera del 2006 l’amministrazione comunale guidata da Giancarlo Cremona decise l’iniziativa volta alla “riduzione dello squilibrio demografico a salvaguardia della cultura europea” con un provvedimento che stabiliva di assegnare un contributo di 500 euro una tantum ai nati non primogeniti, residenti in Morazzone, con almeno un genitore residente a Morazzone da almeno 5 anni, con cittadinanza italiana di almeno un genitore e comunque cittadinanza "ab origine" (dalla nascita) italiana, dell’Unione Europea o Svizzera dell’altro genitore, si scatenò il putiferio. Le minoranze si scatenarono, attaccando la decisione della giunta, sulla stampa si susseguirono prese di posizione polemiche e dai toni spesso accesi, tant’è che tre membri della maggioranza, il sindaco Cremona e gli assessori Luigi Bianchi e Ambrogio Mazzucchelli querelarono per ingiuria, diffamazione e calunnia i consiglieri comunali di minoranza Alberto Costa e Riccardo Bertacco del gruppo "Democratici per Morazzone". Ieri, venerdì 5 ottobre, il gip del tribunale di Varese Giuseppe Fazio ha archiviato le posizioni di Costa e Bertacco, come per altro già richiesto dal pm Tiziano Masini. 

«E’ stato riconosciuto il nostro diritto alla critica politica – commentano Costa e Bertacco -. Il gip  precisa inoltre che nel procedimento esaminato ricorrono "i requisiti di verità del fatto e dell’interesse pubblico, stante l’evidente rilevanza politica che, pur nel ristretto ambito comunale, aveva la decisione di assegnare il sussidio non a tutti i secondogeniti residenti a Morazzone, ma solo ad alcuni di essi”. Riteniamo che il giudice interpreti esattamente il nostro pensiero e le nostre motivazioni ove afferma "… le espressioni usate dai due indagati miravano a censurare non la sfera morale, "personale" di chi la delibera aveva proposto ed adottato, ma la visione politica, ideologica e culturale sottesa alla contestata scelta amministrativa". A questo punto auspichiamo davvero che il dibattito politico ritorni nelle sue sedi proprie avendo dimostrato, con l’archiviazione del caso, che non vi era rilevanza penale dello stesso né, come si è più volte scritto, l’intenzione di offendere i membri della Giunta Comunale – spiegano ancora i due consiglieri di “Democratici per Morazzone” -. Siamo altresì soddisfatti perché leggiamo la fine di questo procedimento anche come riconoscimento, di fatto, del ruolo politico-amministrativo che noi interpretiamo quali consiglieri comunali, esercitando il diritto-dovere di opporci in modo molto fermo ad una deliberazione che non abbiamo mai condiviso per i suoi contenuti discriminatori e che abbiamo contribuito a far modificare, perché in effetti va ricordato che la prima versione della delibera di giunta è stata ritirata e sostituita da un testo molto migliorativo, seppur non ancora soddisfacente dal punto di vista dei diritti e dell’uguaglianza fra i morazzonesi. Al di là delle schermaglie legali sulle modalità di fare politica, e il recente provvedimento conferma l’assoluta liceità delle nostre, rimane il merito, ovvero che la delibera sul bonus bebé è stata ed è un caso di discriminazione. Ringraziamo infine il nostro difensore, l’avvocato Paolo Bossi, per aver evidenziato in modo efficace gli argomenti utili alla positiva conclusione del procedimento».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2007
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