Carlo Donida, l’uomo schivo che scrisse “La Compagnia”

Il suo nome appare in calce ad almeno 126 canzoni insieme ad un altro grande della musica italiana, Mogol

Porto
celebra con un premio il suo famoso figlio adottivo, perché non se ne dimentichi
l’intensa attività nel campo musicale e lo si ricordi per quel che
veramente era: un uomo schivo, semplice, lontano dai clamori, ma
immerso serenamente nella sua musica, con gli occhi pieni di lago, la
mente ed il cuore alle sulle “colline in fiore”.

Carlo
Donida
, nato a Milano il 30 ottobre 1920, nel 1951 è già tra i
protagonisti della prima edizione (radiofonica) del festival di
Sanremo, con la canzone “Sotto il mandorlo”, scritta per il duo Fasano.
Due anni più tardi scrive "Vecchio Scarpone". Ma il suo successo e la
sua consacrazione arrivano grazie alla sua collaborazione,
intensissima, con Mogol, paroliere di Battisti,con il quale firmerà 126
brani tra i quali il recente remake di Vasco Rossi "La Compagnia".
Nel 1968 comporrà per lui «Prigioniero del Mondo», uno dei brani
considerati più "battistiani" del grande Lucio. Tom Jones è debitore
del maestro Donida per almeno due brani quali "I (who have nothing)" da
"Uno dei tanti" di Joe Sentieri, e "Help Yourself". Tra le altre
collaborazioni vanno citate quelle con Luigi Tenco, Patty Pravo e
Little Tony con "La spada nel cuore".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2007
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